I canguri Bing e Bong sfrattati da Bibano: domani arrivano i carabinieri, andranno allo zoo

I marsupiali di Bibano finiranno in uno zoo safari. Il proprietario resiste: «Non li possono portar via»

GODEGA. I canguri non salteranno più a Bibano. Domani mattina i carabinieri del nucleo della forestale insieme a veterinari arriveranno in via Palù per prelevare Bing e Bong e altri due canguri, della specie wallaby di Bennet, perché si tratta di specie tutelata. Per la legge non possono essere detenuti da privati. Una delle due femmine è incinta e c’è anche un piccolino, ma la legge stabilisce che debbano essere allevati in strutture specializzate. I canguri di Bibano finiranno probabilmente in uno zoo safari.

«La Prefettura ancora non ci ha dato una risposta, non possono portarli via», insiste Dino Del Puppo, titolare della fattoria che li ospita. A Bibano i wallaby erano arrivati una decina d’anni fa dalla Germania, dove il figlio Gary Del Puppo li aveva presi da cuccioli, salvandoli da un destino segnato, quello del macello. Era stata presentata all’epoca una comunicazione al Comune di Godega e non c’erano stati problemi. Anzi in questi anni i canguri si sono riprodotti, in una fattoria dove ci sono diversi altri animali, tra cui anche degli alpaca, custoditi da una coppia di pensionati. Bing e Bong vivono in un terreno di oltre un ettaro, all’aperto.

A metà maggio, dopo una segnalazione, c’è stato un primo sopralluogo dei militari dell’Arma, che avevano posto sotto sequestro “ai domiciliari” i quattro canguri, in attesa di trovare loro una sistemazione. Per i marsupiali come questi c’è un decreto degli Anni ‘90 che li compara ad animali pericolosi e ne è vietata la detenzione. Una battaglia analoga era stata combattuta da un proprietario dei canguri nell’Isola dei cipressi (Como), arrivata fino alla Corte di Cassazione, che lo scorso anno aveva confermato l’impossibilità di detenerli. I “wallaby di Bibano” dovranno emigrare e saranno destinati ad una struttura di Ravenna, dove con ogni probabilità diventeranno un’attrazione per i bambini. Lungo la riviera romagnola nel 2012 è stato realizzato l’originale parco zoo “Safarilandia”, dove si trovano già esemplari della stessa specie.

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