Il tubo dell’autocisterna ferisce una pensionata a Conegliano

Conegliano. L’anziana è stata “sgambettata” sul marciapiedi dalla conduttura di gasolio Condannato a risarcirla il conducente che non si era accorto della sua presenza

CONEGLIANO. Inciampa sul tubo di un’autocisterna posizionato sul marciapiede e finisce al pronto soccorso con un trauma cranico e una distorsione al rachide cervicale. Una pensionata di 70 anni di Conegliano ha fatto ricorso alla magistratura e in secondo grado le è stato riconosciuto un risarcimento, dopo che il giudice di pace aveva assolto l’autista del camion. Nei giorni scorsi è stata pronunciata la sentenza nel tribunale di Treviso, che ha stabilito una provvisionale di 2.206 euro per la signora. Il completo ristoro delle lesioni subite dovrà essere indennizzato in sede civile. L’episodio si era verificato nel tardo pomeriggio del 22 dicembre 2014 in via Madonna.

La cisterna era stata posteggiata in strada ed era in corso un rifornimento di gasolio in un’abitazione. La donna, quando ha fatto per scavalcare il tubo, è caduta perché lo stesso è stato sollevato dall’autista, che non la poteva vedere. Imputato per lesioni colpose è così finito M. C., 64 anni, che lavora per un’azienda di carburanti dell’Opitergino. «Per negligenza, imprudenza e imperizia, quale operatore di autocisterna, mentre effettuava il rifornimento di carburante di un’abitazione – recita il capo d’imputazione - cagionava alla passante lesioni personali, riportando un trauma cranico non commottivo, una distorsione al rachide cervicale e una contusione al ginocchio.

L’imputato movimentava il tubo del carburante senza predisporre le dovute cautele». Essendo la prognosi inferiore ai 20 giorni, il caso è finito davanti al giudice di pace di Conegliano. Nella sentenza di primo grado, lo scorso primo dicembre, l’autista è stato assolto perché il giudice non aveva evidenziato comportamenti negligenti (il pubblico ministero aveva chiesto la condanna). La compagnia assicurativa dell’azienda era stata chiamata in causa per un eventuale risarcimento, ma è stata poi esclusa dal procedimento non coprendo quel tipo di infortunio.

La pensionata, assistita dall’avvocato Sandro Bianchet, ha quindi fatto ricorso al tribunale di Treviso, evidenziando come una delle testimoni all’episodio avesse ricordato che il tubo era stato mosso mentre la pensionata lo stava oltrepassando. La causa è stata discussa mercoledì di fronte al giudice Cristian Vettoruzzo. Dal punto di vista penale non vi saranno conseguenze per l’autista, che dovrà però indennizzare la donna con 2.206 euro. Il magistrato ha accolto la richiesta di parte civile e del pubblico ministero di riforma della sentenza di primo grado.
 

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