In provincia di Treviso più di 130 mila fumatori

Treviso. Oltre 2.300 morti in tre anni a causa del tabagismo, l’Usl lancia la campagna contro il “vizio”: «Fa troppi danni»

TREVISO. In provincia di Treviso si contano 130 mila fumatori e il vizio della sigaretta continua ad essere tra i principali nemici della salute. Negli ultimi tre anni ben 2.320 trevigiani sono morti a causa dei danni provocati dal fumo, quasi 800 l'anno. Un numero significativo poiché il 30% dei decessi nella popolazione tra i 30 e gli 80 anni è legato a questa forma di dipendenza. «Non dobbiamo abbassare la guardia, il fumo resta uno dei maggiori fattori di rischio, i suoi danni aumentano con il crescere dell'età e sono cumulativi», il messaggio lanciato da Mauro Ramigni dirigente della Madonnina in occasione della Giornata senza fumo che si celebra oggi in tutto il mondo.

Il servizio di Epidemiologia del dipartimento di Prevenzione dell'Usl 2 ha calcolato nell'ultimo triennio 443 tumori del polmone e altre 229 neoplasie correlate all'uso di tabacco, nonché 229 malattie cardiovascolari e 45 cerebrovascolari. Gli uomini fumano leggermente meno, ma la tendenza è in crescita nelle donne, specie tra le giovanissime.

La sigaretta diventa un'abitudine quotidiana nel 12% dei quindicenni, di cui 15% sono femmine e il 9% maschi. Le immagini shock sui pacchetti hanno una discreta efficacia come deterrenti, ma il basso costo del tabacco trinciato da rollare sta alimentando la moda delle sigarette “fai da te”.

«L'abitudine al fumo resta generalmente più diffusa negli uomini (1 su 4) rispetto alle donne (1 su 6). Nelle fasce d'età più giovani sono soprattutto le donne a fumare, ma dopo i 25 anni si assiste a una riduzione delle fumatrici nel periodo della maternità», sottolinea Ramigni. Nel report stilato dall'Usl 2 colpisce un altro dato, in controtendenza rispetto al resto d'Italia: a Treviso non esiste una differenza nell'abitudine al fumo in base al reddito. «Nel resto del Paese fuma di più chi vive una situazione economica peggiore, nella Marca invece la propensione alla spesa per il fumo appare più spalmata rispetto al passato», aggiunge l'esperto.

In linea con la media nazionale è invece l'inversa proporzione tra istruzione e tabagismo: il fumo è più presente tra i trevigiani con un basso titolo di studio (pari al 24% di tutti i fumatori). Spesso le cattive abitudini si sommano tra loro: il 42% dei fumatori è anche consumatore di alcol e l'88% non assume frutta e verdura in quantità sufficiente. Tra le persone che hanno già una diagnosi di malattia cronica, circa 1 su 5 continua a fumare.

Smettere richiede impegno ma non è impresa impossibile.

Nella giornata mondiale dedicata alla prevenzione l'Usl di Marca invita tutti i fumatori ad aderire ai corsi per eliminare il fumo. Le attività vengono organizzate in tutta la provincia dal Servizio per le Dipendenze di Conegliano, il Servizio per alcologia e tabagismo di Castelfranco, presso il Servizio di Riabilitazione Cardiovascolare dell’Ospedale di Motta di Livenza e in collaborazione con le associazioni di volontariato quali la Lilt di Treviso. È attivo inoltre l’ambulatorio per il trattamento del tabagismo, un servizio specialistico rivolto ai pazienti affetti da patologie croniche specifiche che afferiscono all’Unità operativa di Pneumologia dell’ospedale di Vittorio Veneto, al SerAt di Castelfranco, al Servizio di Riabilitazione Cardiovascolare dell’ospedale di Motta e al distretto di Treviso Nord nella sede di Villorba. L’accesso ai corsi può avvenire tramite adesione volontario o su invio del medico di medicina generale o della specialista. Info: www.ulss.tv.it
 

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