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Il quadro nella Marca: primo ballottaggio a Vedelago

Una sola lista a Moriago, se non vota il 50 per cento arriva il commissario

TREVISO. Vedelago che sperimenta per la prima volta il ballottaggio, avendo superato i 15 mila abitanti; Moriago che si ritrova con un’unica lista; Castello di Godego dove il sindaco uscente passa la mano; Istrana dove la sfida è tutta al femminile; Motta dove il sindaco uscente passa il testimone al suo assessore e non va neanche in lista; e poi Mareno e San Biagio, dove i sindaci cercano il bis; a Nervesa, infine, la sfida più complicata con quattro liste formate dal sindaco, dall’ex sinda ...

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TREVISO. Vedelago che sperimenta per la prima volta il ballottaggio, avendo superato i 15 mila abitanti; Moriago che si ritrova con un’unica lista; Castello di Godego dove il sindaco uscente passa la mano; Istrana dove la sfida è tutta al femminile; Motta dove il sindaco uscente passa il testimone al suo assessore e non va neanche in lista; e poi Mareno e San Biagio, dove i sindaci cercano il bis; a Nervesa, infine, la sfida più complicata con quattro liste formate dal sindaco, dall’ex sindaco e da due giovani alla prima esperienza.

Sono queste le caratteristiche del voto nei Comuni trevigiani dove il 10 giugno si vota per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale.

Se vogliamo trovare degli elementi di novità, spicca certamente il duello rosa a Istrana tra Annalisa Crespan e Maria Grazia Gasparini, che assegnerà il titolo di prima cittadina ad una di esse. Per il dopo Fiorin il centrodestra corre unito per la prima volta in Alleanza per Istrana (Lega, Istrana Liber, Vispo) per «promuovere» a sindaco l’attuale assessore alla cultura Maria Grazia Gasparini; sul fronte opposto, la nuova lista «Attivi per Istrana» punta su Annalisa Crespan, 44 anni, di Ospedaletto.

A Castello di Godego l’unica candidata sindaco donna è Barbara Gardiman, che raccoglie l’eredità del sindaco uscente, il quale ha preferito inserire il suo nome nell’elenco dei candidati consiglieri, all’ultimo posto. A Nervesa c’è una donna candidato sindaco su quattro liste: è la giovane Lisa Della Valentina, che si scontrerà con sindaco uscente, ex sindaco ed un altro giovane, Davide Daniel.

Tra i sindaci uscenti, il caso di Moriago è curioso: il primo cittadino uscente Giuseppe Tonello, che cerca il terzo mandato (nei piccoli comuni è ammesso) non avrà rivali. L’opposizione non è riuscita a compilare una lista di candidati e accusa un clima reso impraticabile proprio dall’attuale amministrazione. Il cui vero avversario sarà dunque l’astensionismo: se infatti non andrà a votare la metà più uno degli aventi diritto il risultato non sarà validato e arriverà un commissario prefettizio.

Cercano il bis senza questa angoscia i sindaci di Nervesa, Fabio Vettori (Lega e centrodestra), quello di Mareno di Piave Giampietro Cattai (una Civica trasversale, senza la Lega), quelllo di San Biagio Alberto Cappelletto (civica). Così anche a Vedelago la sindaca Cristina Andretta, con le sue tre liste di centrodestra, affronterà la concorrenza dell’ex sindaco Paolo Quaggiotto e delle civiche di centrosinistra di Sergio Squizzato.

A Motta lascia dopo due mandati Paolo Speranzon, che ha deciso di non ricandidarsi neanche a consigliere comunale («Ho dato, grazie»). Il suo erede è l’assessore Alessandro Righi, sostenuto da Lega e Forza Italia, lo sfidante Paolo Tolotto, attuale capogruppo di opposizione.

Più complicata la situazione di Nervesa, che detiene tra i piccoli comuni il record di liste (quattro): il sindaco uscente se la dovrà vedere con il suo ex braccio destro e predecessore Fiorenzo Berton, e con i due giovani Davide Daniel e Lisa Della Valentina.

A San Biagio il sindaco uscente Alberto Cappelletto guida la sua lista di centrosinistra Sinergia Sanbiagese. Vi si contrappone è Andrea Catto, un geometra alla prima esperienza, su cui sono convenuti Lega, Forza Italia e la civica Voce Libera.

Insomma, un piccolo test con tante varianti. Con poche donne che vogliono diventare sindaco, sindaci, sindaci uscenti che cercano la conferma e qualche sindaco, invece, che proprio si fa da parte: il caso di Pier Antonio Nicoletti a Castello di Godego, dopo un mandato, appare emblematico. In generale, a differenza del passato, non si assiste a una grande proliferazione di liste (eccetto che a Nervesa): lo schema è destra/sinistra.

(Hanno collaborato

Alessandro Bozzi Valenti

e Adriana Rasera)

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