Asili e vaccini, il colpo di spugna: a Treviso entrano tutti

Treviso. Accordo tra Usl e Fism per aggirare la norma. Fissato un appuntamento d’ufficio alle famiglie: così sono in regola

TREVISO. Colpo di spugna sulla questione vaccini: tutto rinviato a settembre. I bimbi senza copertura potranno tranquillamente finire l’anno scolastico grazie a un vero e proprio “dribbling”, realizzato da Usl 2 e Fism dopo il vertice di ieri, per aggirare la legge secondo cui gli alunni non vaccinati dovrebbero restare fuori da nidi e asili (circa 250 i casi di inadempienti totali nella Marca). La normativa, infatti, autorizza l’ingresso anche a chi ha soltanto l’appuntamento per la vaccinazione. E allora l’Usl ha pensato bene di fissare d’imperio un appuntamento a tutti quei 250 bimbi scoperti, che i genitori lo volessero o meno. Equazione immediata: hanno l’appuntamento, possono entrare.

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Un escamotage per chiudere a tarallucci e vino l’anno in corso, e posticipare il problema a settembre? «No, lo facciamo d’accordo con le scuole perché contiamo che qualcuno di quei 250 ci ripensi» spiega Sandro Cinquetti, direttore Servizio Igiene dell’Usl 2, che ha ideato la soluzione assieme a Fism. Una beffa per le famiglie che nei mesi scorsi sono corse a vaccinare i figli per rispettare le scadenze? «Nemmeno, a queste famiglie siamo grati, ma noi abbiamo l’obbligo di inseguire chi non si è vaccinato per provare a fargli cambiare idea».

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Nei giorni scorsi i dirigenti delle scuole materne erano finiti letteralmente nel pallone. Anche l’azienda sanitaria aveva incontrato qualche difficoltà, chiamata a esprimersi su una mole importante di documentazione arrivata dalla scuola entro la scadenza del 30 aprile. Da un lato la norma regionale impone di emettere un provvedimento di sospensione nei confronti di chi non presenta la documentazione relativa ai vaccini. Dall’altro l’Usl ha lanciato un appello per usare il buon senso e non respingere nessuno. Alla fine provvedimenti di sospensione ne sono stati erogati due in tutta la Marca (ma i genitori avevano già tenuto i figli a casa per propria volontà), e la soluzione è stata quella che tutti si aspettavano: “amnistia” fino a fine mese, tolleranza zero soltanto da settembre considerando che gli appuntamenti “coatti” dell’Usl saranno fissati a partire da fine maggio. Da settembre, promettono tutti, non basterà l’appuntamento per essere iscritti all’anno scolastico.

La speranza non è soltanto quella di prendere tempo. L’Usl ha evidenziato che negli ultimi mesi, con la forza della persuasione, si è recuperato circa il 40 per cento dei bimbi non vaccinati. I 250 “irriducibili” rimasti (o meglio, le loro famiglie) sono anche i più difficili da convincere. Dal provveditore Barbara Sardella e dal responsabile di Fism Treviso, Francis Contessotto, massima adesione alla filosofia dell’Usl. «Fissare un appuntamento alle famiglie per provare un ultimo tentativo di mediazione è una mossa opportuna» ha commentato Sardella. Contessotto ha ribadito che nelle ultime settimane sono stati compiuti diversi passi in avanti: «In molti sono stati persuasi, anche negli ultimi giorni. Chi a settembre sarà ancora fuori regola, dovrà necessariamente tenere i figli a casa: le scuole non emetteranno provvedimenti di sospensione, ma non accetteranno le iscrizioni».

Il caso Pedemontana. Il dottor Mauro Ramigni, del dipartimento di prevenzione della Madonnina, ha spiegato che il territorio dell’ex Usl 8 è quello con la minor copertura vaccinale. Nella fascia pedemontana, in una stessa scuola materna ci sono ben sei bambini le cui famiglie non hanno presentato alcuna documentazione. «È storicamente un territorio più difficile da questo punto di vista» spiega Ramigni, «qualcuno ha chiesto esplicitamente di non essere nemmeno condannato. Ma noi ci proviamo lo stesso».

 

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