Scandalo vaccini a Treviso: per la Procura Petrillo non ha vaccinato

Treviso. Chiuse le indagini nei confronti dell'assistente sanitaria Emanuela Petrillo, formalizzate le accuse

Se ami tuo figlio, lo vaccini

TREVISO. La Procura di Udine ha chiuso le indagini su Emanuela Petrillo, l'assistente sociosanitaria sospettata di aver finto le vaccinazioni prima nel distretto sanitario di Codroipo, in provincia di Udine, e poi all'Usl 2 di Treviso. Nei suoi confronti sono state formalizzate le accuse di peculato, omissione d'atti d'ufficio e falsità ideologica commessa da un pubblico ufficiale. Petrillo nel frattempo non si farà interrogare. «Aspettiamo l'udienza preliminare», ha spiegato ieri l'avvocato Paolo Salandin, «nel frattempo depositeremo un'istanza di incompatibilità ambientale»

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. «Siamo molto soddisfatti», ha commentato Fabio Crea, legale dell'Usl 2 di Treviso, «eravamo certi che gli accertamenti avrebbero portato ad una richiesta di rinvio a giudizio e che sarebbe anche stata confermata l'accusa di peculato».Dunque la Procura ha messo un primo punto fermo nelle indagini sull'assistente sanitaria trevigiana grazie anche all'esito dell'incidente probatorio che aveva rilevato come «i campioni prelevati da soggetti sottoposti a trattamento dalla Petrillo mostravano percentuali di mancata sieroconversione nettamente superiori a quanto previsto in letteratura... non essendoci fattori individuali che da soli possano giustificare tale discrepanza percentuale, tale dato è fortemente suggestivo di una mancata somministrazione del vaccino da parte della Petrillo».

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Sono le parole con cui i periti del tribunale di Udine (il medico legale Carlo Moreschi, docente dell'università di Udine, e Giancarlo Icardi, direttore dell'Unità di igiene dell'ospedale San Martino di Genova) hanno confermato le accuse nei confronti di Petrillo. Gli esperti hanno analizzato un totale di 284 campioni, dei quali solo il 15,5 per cento dei soggetti vaccinati dalla Petrillo a Codroipo è risultato essere positivo agli anticorpi per il morbillo (20 positivi su 129), mentre nei campioni di siero dei bambini vaccinati a Treviso dalla indagata solo il 10 per cento è risultato essere positivo.

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I periti sottolineano che «in letteratura è riconosciuto che non tutti i soggetti sottoposti a vaccinazione presentino una reale immunizzazione. Tale evento è da attribuirsi il più delle volte a fattori individuali ed è comunque di rara evenienza (tasso di mancata conversione in caso di vaccino pari al 5 per cento dopo la prima dose)». Ora è dunque arrivata la chiusura delle indagini con la conferma di tutte le accuse. I primi sospetti sull'operato di Emanuela Petrillo risalgono al giugno 2016, quando alcuni operatori della Madonnina avevano segnalato alla direzione sanitaria di temere che la loro collega potesse non eseguire correttamente le vaccinazioni.

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Ad alimentare i dubbi la presenza di liquido di siero nel cestino in cui venivano gettate le fiale dopo l'iniezione, abbinata al fatto che durante le sedute vaccinali con Petrillo i bambini non piangevano. Secondo l'accusa la donna fingeva di iniettare il vaccino, appoggiando semplicemente l'ago al braccio per poi buttare via la siringa con il suo contenuto. Informata dei fatti la direzione aziendale aveva denunciato la vicenda al Nas di Treviso. Nel novembre scorso l'Usl di Treviso aveva licenziato per giusta causa l'assistente sanitaria.

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