Zuffa tra senza dimora per i panni stesi in pronto soccorso a Treviso

Treviso. Volevano stendere i panni sul radiatore, è scoppiata la lite. Intervento della polizia. Il sindacato Fials: «Personale esausto»

TREVISO. Zuffa al Pronto soccorso del Ca' Foncello, interviene la polizia. Protagoniste del litigio in ospedale alcune delle persone che quotidianamente bivaccano nella struttura approfittandone per caricare i cellulari, usare i bagni e asciugare la biancheria. «Qualche sera fa due uomini si sono azzuffati perché entrambi volevano stendere i loro panni sul termosifone. Urla, offese e strepiti hanno costretto il personale sanitario a chiamare il 113 per sedare la rissa ed evitare che le cose degenerassero», racconta Gianluca Martin, segretario provinciale del sindacato Fials.

Di fronte all'ennesimo episodio di degrado i sindacati tornano a chiedere maggiore sicurezza all'interno dell’ospedale. «Il personale è esausto, occorre pianificare ulteriori strategie per garantire l'incolumità dei lavoratori che operano al Pronto Soccorso e degli utenti che vi accedono perché hanno effettivamente bisogno di cure», denuncia Martin. La Fials rivolge quindi un appello alla direzione aziendale dell'Usl di Marca. «Bisogna fare di più per evitare che i dipendenti debbano abbandonare la loro attività per risolvere gli alterchi tra soggetti che non hanno un verbale di pronto soccorso, non sappiamo chi siano e non sono censiti tra i pazienti» sottolinea Martin.

Il problema coinvolge soprattutto i professionisti presenti nell'area del Ps che lavorano a stretto contatto con il pubblico. I più esposti a situazioni “a rischio” sono l'infermiere addetto al triage, gli operatori socio sanitari (oss), steward e hostess a disposizione dei pazienti in attesa. Lo scorso aprile un oss venne aggredito mentre forniva assistenza a un uomo arrivato al Ps per abuso di stupefacenti. Il dipendente ha riportato una frattura al polso e un mese e mezzo di prognosi per sottoporsi a un delicato intervento chirurgico. L'utente violento venne denunciato per lesioni personali. Frequenti anche i piccoli furti e gli atti di vandalismo contro le gettoniere dei distributori di bevande.

«Per lavorare bene bisogna che ci sia tranquillità, episodi come quello accaduto l'altra sera e in passato ci portano nella direzione opposta perché, tra le varie urgenze da seguire, il personale deve anche occuparsi di chiamare la polizia per ripristinare l'ordine in reparto. Noi vogliamo dedicarci all'assistenza diretta dei pazienti, quello è il nostro compito. Servono dunque misure aggiuntive per prevenire il degrado», sottolinea il numero uno della Fials. Un percorso che l'Usl 2 ha già avviato con tutte le difficoltà del caso.

«L'anno scorso abbiamo siglato una convenzione con i carabinieri in congedo chiamati a effettuare la vigilanza. L'accordo verrà rinnovato a maggio, magari valutando di aumentare le ore di copertura del servizio che si è dimostrato prezioso» spiega Francesco Benazzi, direttore generale dell'Usl. Appare invece più complicato un aumento della presenza degli agenti nel posto di polizia interno al Ca' Foncello.

«Sarebbe bello avere la presenza di un poliziotto fino alle 20, anziché dalle 8 alle 16, ma capiamo che mancano le risorse e non è facile - aggiunge il dg Benazzi - tuttavia, bisogna considerare un altro aspetto: l'ospedale diventa anche luogo di raccolta di persone che non hanno casa e, spesso e volentieri si piazzando dentro la struttura creando disagio a chi lavora e a chi attende e sta male. Di pari passo alla sicurezza bisognerebbe pensare a trovare alloggi temporanei per queste persone».

 

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