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A un anno dall'aggressione, il racconto di Sinuhe Pianella: «Io accoltellato, ma tornerò a Londra»

Breda di Piave. Un anno dopo l’aggressione, Pianella è rientrato a casa a Breda: «Ciò che mi è successo poteva capitare a chiunque»

BREDA DI PIAVE. Era il 27 aprile 2017 quando un balordo in un parco di Londra lo aggredì conficcandogli un cacciavite alla tempia. Un anno dopo quell’aggressione che lo aveva costretto a lottare per la vita Sinuhe Pianella, artigiano di 31 anni, è tornato a Breda, tra i suoi familiari. Nessuno avrebbe mai pensato che Sinuhe si sarebbe ripreso. Non c’era ottimismo, dopo il suo ricovero al King's College Hospital di Londra. Ma Sinuhe ha stupito tutti, soprattutto i medici. Da quel maledetto gi ...

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BREDA DI PIAVE. Era il 27 aprile 2017 quando un balordo in un parco di Londra lo aggredì conficcandogli un cacciavite alla tempia. Un anno dopo quell’aggressione che lo aveva costretto a lottare per la vita Sinuhe Pianella, artigiano di 31 anni, è tornato a Breda, tra i suoi familiari. Nessuno avrebbe mai pensato che Sinuhe si sarebbe ripreso. Non c’era ottimismo, dopo il suo ricovero al King's College Hospital di Londra. Ma Sinuhe ha stupito tutti, soprattutto i medici. Da quel maledetto giorno, l’artigiano di Breda ha fatto passi da gigante sulla strada del pieno recupero fisico. Si è alzato dal letto, ha ripreso a parlare ed ora si sta sottoponendo a terapie riabilitative all’ospedale di Padova per riprendere a camminare.

Dell’aggressione Sinuhe non ricorda nulla. «Assolutamente no», spiega l’artigiano di Breda. «Non ricordo niente di quello che mi è successo. Me l’hanno raccontato dopo essermi risvegliato dal coma. So che ero andato a portare a spasso il mio cane a Dulwich Park, vicino a casa mia, e lì è avvenuta l’aggressione».



I ricordi dell’artigiano sono quelli della degenza al King’s College Hospital di Londra. «Mi sono risvegliato da solo in stanza», racconta Sinuhe «senza sapere cosa fosse successo. Il personale era simpatico ma la verità l’ho saputa più tardi».



Nel frattempo, la giustizia inglese ha presentato il suo conto salato a Jermaine McDonald, l’uomo che rapinò e ferì Sinuhe. Un’aggressione contro una persona indifesa che gli è costata 18 anni di reclusione, 13 in galera e 5 in libertà vigilata. Nei suoi confronti Sinuhe non pronuncia parole di odio: «Sono stato sfortunato. Quello che mi è capitato poteva succedere a chiunque. Mi sono trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato».Forza di volontà unita a forza d’animo, quelle di Sinuhe, che stanno alla base del suo miracoloso recupero. «Io voglio tornare a Londra», promette. «Lì ho la mia fidanzata Emily ed i miei amici. Devo tornare e riprendere il lavoro che avevo interrotto. Questo è il mio obiettivo».

Nel frattempo, la via del recupero passa attraverso terapie quotidiane che impongono viaggi Breda-Padova.

L’aggressione avvenne il 27 aprile di un anno fa. Erano da poco passate le 13.30 e Sinuhe Pianella era uscito di casa per portare a spasso il suo cane, com'era solito fare, a Dulwich Park, vicino alla sua residenza. Lì aveva incontrato un'amica e s'era fermato per scambiare qualche chiacchiera. Mentre parlavano, i due giovani avevano notato un uomo di colore che era in sella ad una bicicletta. Ad un certo punto l'uomo s'era avvicinato a Sinuhe e gli aveva chiesto il cellulare. Fu una questione di una frazione di secondo.

L'artigiano di Pero non aveva fatto nemmeno in tempo a dire "Che cosa?" e a mettere la mano in tasca per prendere il cellulare che si vide rifilare un colpo di cacciavite alla tempia. Un colpo di inaudita violenza. Prima di essere colpito anche alla schiena, all'altezza di un polmone, e di perdere i sensi, l’artigiano di Breda fece in tempo a dire alla ragazza di non muoversi e dargli la borsetta. Fu la giovane amica dell'artigiano di Pero ad allertare i soccorritori. La situazione apparve subito disperata soprattutto per il violento colpo ricevuto alla tempia. L'amica cercò di bloccare l'emorragia con una sciarpa. Per accelerare le operazioni di soccorso, sul posto fu inviato l'elisoccorso. Sinuhe Pianella fu ricoverato in gravissime condizioni, in prognosi riservata, al King's College Hospital di Londra. Dopo un paio di mesi, l’inizio di un autentico miracolo: l’artigiano di Pero, assistito incessantemente dalla sorella Jessica e dalla fidanzata Emily, uscì dal coma. Da allora Sinuhe non smette di fare progressi: lenti e graduali verso il recupero.