Per il catasto la scuola non esiste: il pasticcio burocratico a Oderzo

Oderzo. La scoperta di come l’esistenza dell’edificio non fosse a conoscenza del catasto è stata fatta dagli uffici comunali 

ODERZO. Il Comune di Oderzo sta per accatastare solo ora le scuole elementari Parise, realizzate alla fine degli anni Ottanta. La scoperta di come l’esistenza dell’edificio non fosse a conoscenza del catasto è stata fatta dagli uffici comunali quando l’amministrazione ha deciso di spingere il pedale dell’acceleratore sull’efficientamento energetico della palestra delle scuole elementari. In quel momento è scoppiato il bubbone: «Ci siamo accorti che dovremo accatastare il bene: nessuno lo ha mai fatto», dice l’assessore Vincenzo Artico. Insomma, nel luogo in cui oggi sorgono le scuole elementari e le loro palestre, stando al catasto non ci dovrebbe essere proprio un bel niente.

Nella stessa condizione si trovava fino all’anno scorso il mappale relativo allo stadio Opitergium, che risultava vuoto a dispetto della realtà. Una situazione allucinante, tanto più che Artico lascia intendere come quello delle scuole Parise non sia un caso isolato: «La volontà della giunta è quella di sistemare tutte queste situazioni, un lavoro importante che in passato non è stato ritenuto tale. La pubblica amministrazione deve dare il buon esempio», le sue parole. Dopo il lavoro certosino dei propri uffici, il Comune di Oderzo è a perfetta conoscenza della situazione in cui versano tutti i suoi edifici pubblici: ora si sa con certezza quali siano quelli sprovvisti dei vari certificati (fra cui quello redatto dai vigili del fuoco, senza il quale le strutture non possono ospitare manifestazioni) o che non sono ancora accatastati.

Una situazione paradossale che potrebbe costare al Comune alcune sanzioni amministrative: «Non c’è comunque alcun allarme», precisa Artico, «Solo che ora destineremo alcune delle nostre risorse alla regolarizzazione della situazione partendo proprio dalle scuole Parise. L’intenzione della giunta è quella di accatastare la scuola e la palestra come due edifici separati, così da avere qualche vantaggio al momento di accedere al “conto energia”, il programma europeo di incentivazione della produzione di energia elettrica da fonte solare.

L’amministrazione chiederà subito alcuni incentivi relativi all’edificio che ospita le palestre della scuola (dove ha investito 60 mila dei 420 mila euro necessari al consolidamento della struttura e al suo efficientamento energetico), per poi fare altrettanto nei confronti dell’edificio che ospita le aule scolastiche. Ma, una volta risolta la questione che riguarda le Parise, resta una domanda: quanti sono gli edifici pubblici che secondo il catasto non esistono nemmeno?

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