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Le lettere degli alunni di Treviso per i piccoli amici siriani senza casa

Treviso. A Kilis consegnati nei giorni di Pasqua disegni e pensierini scritti alle elementari di Cendon e Mareno

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TREVISO. «Ciao. Siete nostri amici e noi siamo amici vostri. Vi vogliamo bene, tantissimo bene. Vi abbiamo fatto un regalo, un cartellone grandissimo con tutti noi bambini, le case, gli alberi, il sole e l’arcobaleno. Un cartellone bello perché non avete le case». Comincia con queste parole la lettera con gli auguri di pace scritta dai bambini di due scuole trevigiane - la scuola dell’infanzia di Cendon e la primaria di Mareno - incollata a un enorme cartellone, consegnata in regalo e appesa in classe alla lavagna, nella scuola dei bambini siriani a Kilis, l’ultima città turca al confine con la Siria.

Ambasciatori del sorriso da parte dei piccoli alunni trevigiani per altri bambini, i figli delle famiglie di profughi fuggiti dalla Siria, sono i volontari della Onlus trevigiana, “Una mano per un Sorriso – For Children”. L’associazione fondata nel 2013 dall’insegnante e fotografa trevigiana Paola Viola che a Pasqua hanno scelto di stare ancora una volta in prima linea per la difesa dei diritti dei bambini in fuga dalla guerra: «Siamo andati lì durante le festività pasquali per monitorare e implementare il progetto “Smiling school – Kilis”, Una scuola per bambini siriani profughi aperta lo scorso settembre», spiega Paola.

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) «Negli occhi dei bimbi l’orrore della guerra». Da Treviso alla Siria, il racconto dei volontari]]

«Oggi ospita 82 bambini provenienti dalle città più martoriate dalla guerra. Resta aperta dal lunedì al giovedì tutti i giorni dalle nove del mattino fino alle quattro del pomeriggio. Qui i bambini possono vivere la loro infanzia in un ambiente accogliente e protetto e hanno la possibilità di svolgere moltissime attività che li aiutano a crescere in gruppo». Dall’inizio della guerra in Siria non si contano ormai più i bambini e i ragazzi che hanno smesso di andare a scuola. E l’istruzione resta un diritto negato anche per quelli che sono riusciti a passare il confine per mettersi in salvo: «Questo è un problema di dimensioni inimmaginabili», dice Paola. «In ogni casa, in ogni famiglia abbiamo ascoltato voci di genitori assillati dalla preoccupazione che i loro figli non possano ricevere un’istruzione. Genitori che sanno che i loro figli non possono essere bambini, non possono crescere e imparare come tutti i bambini del mondo dovrebbero poter fare».

Per questo grazie all’impegno dell’associazione è nato tre anni fa il progetto di aprire e sostenere una piccola scuola dell’infanzia a pochi chilometri da Aleppo. Da settembre dell’anno scorso in collaborazione con la Onlus “Speranza - Hope for Children” e grazie al contributo della provincia autonoma di Trento una scuola è stata aperta anche a Kilis, la “Smiling School - Kilis”.

Ed è proprio qui che è giunto a destinazione il colorato cartellone-regalo dei piccoli alunni dell’asilo di Cendon. Con i disegni di tutte le cose che loro vorrebbero regalare ai loro amici siriani. Anche la scuola primaria di Mareno ha voluto abbracciare i piccoli studenti. Portando regali e letterine. Con il paese intero che ha deciso di adottare questa scuola lontana. «In questi tre anni sono state tantissime le scuole trevigiane che hanno aderito a questa iniziativa», spiega Paola, «creando un ponte d’amore e solidarietà capace di superare mari, montagne e confini». Concludono così la loro lettera i bambini trevigiani.
 

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