Nuove società di telefonia chiesto l’ok per installare 34 antenne a Treviso

Treviso. La rete di copertura pronta ad aggiornarsi per l’ingresso dell’operatore Iliad. Subito il via a dieci impianti: sei su campanili già occupati, quattro su pennoni 

TREVISO. L’ultima antenna telefonica era arrivata tre anni fa a Sant’Antonino sollevando una mezza sommossa popolare dei residenti, con tanto di ricorsi al Tar e polemiche politiche. Era l’ultimo di quattro nuovi impianti previsto in base all’aggiornamento del programma per la telefonia mobile del Comune, un piano di controllo della copertura e dell’inquinamento elettromagnetico avviato anni or sono dall’amministrazione. Adesso in città potrebbero arrivarne altre dieci, sette invisibili ai più perchè celate sotto i tetti dei campanili o in zone interdette al pubblico come l’aeroporto, tre invece ben presenti nel panorama cittadino.

I nuovi arrivi sono il frutto dell’aggiornamento ... dell’aggiornamento del 2014. Più passano gli anni infatti più aumenta il numero delle utenze, la richiesta di connessioni rapide, la necessità di «ampliare la rete per diminuire la portata delle emissioni» come spiego anni fa anche l’assessore all’ambiente della Lega, Michele Chiole, fronteggiando le contestazioni dei comitati cittadini, dei cittadini e degli ambientalisti.


All’epoca la protesta si innescava quartiere dopo quartiere a seconda dei piani di installazione definiti tra Comune e enti gestori. La più emblematica fu quella in via Capodistria, con presidi notturni di cittadini per fermare l’impianto, schieramenti di polizia, notti insonni e trattative sfinenti. Ma ricordiamo anche quella in via del Mozzato (anche lì presidi), sul Put, piazza Matteotti o in piazzetta Morosini. Vinsero sempre i gestori, salvo in un caso: via Morosini (rione molto vicino al leghista Zampese) dove i cittadini (ma mai come in quel caso verrebbe la pena parlare di “elettori”) riuscirono a congelare e poi allontanare l’installazione del pennone.

Oggi i malumori non mancano, ma pare vengano sedati da un pubblico che – piaccia o meno – vive sempre più collegato al telefonino. Se a questo aggiungiamo che nel mercato i gestori si fondono (Wind e H3g) dando vita a nuovi soggetti che rivedono le proprie coperture, ecco che si arriva alle nuove installazioni approvate dall’amministrazione. Dove ricadranno?

Wind Tre /nato dalla fusione di Wind e H3G) ha chiesto di installarne una nel campanile di Madona Granda; una nel campanile della chiesta di San Pio X; e una (modalità pennone) all’interno dell’area militare di Canizzano. Piaceranno? A Madona Granda e San Pio X ci sono già e nessuno ha detto nulla, altrove si vedrà.

Ma poi ci sono le richieste del nuovo gestore Iliad, che ha acquisito parte del sistema di ripetitori di Wind convertendo 8 antenne esistenti, ma ha fatto anche sue nuove valutazioni anticipando la richiesta d’installare 31 nuovi impianti. Quanti di questi saranno su pennoni? Per adesso tre sui sette già autorizzati. Iliad ha ottenuto infatti il via libera per attivare ripetitori sul campanile della chiesa di S.Anna a Santa Maria del Rovere, sul quello di San Pio X, sul campanile di San Nicolò, e a Madona Granda; aggiungendo queste domande un pennone nel mezzo della rotonda di via Venier (davanti alla chiesa Votiva), in viale Brigata Marche e all’angolo tra via Zorzi e via Boiago.

Nel primo caso è stata proposta anche un’alternativa più vicina al park Dal Negro, negli ultimi due entrambi i siti erano già stati approvati anni fa, ma senza l’installazione di antenne. La selva di pennoni cresce, la domanda pure. E il mercato si sa, comanda.


 

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