È un rifugiato politico, fa lo spacciatore: arrestato a Treviso

Treviso. Operazione della polizia locale, arrestato un nigeriano ex profugo. Manildo: «Noi assicuriamo controlli, ma mancano leggi»

TREVISO. Il suo numero ritornava su cellulare di tanti stranieri fermati nel corso dei blitz antodroga della polizia locale tra via Roma e giardinetti di S.Andrea. Una coincidenza troppo particoare per essere tralasciata, e i vigili non l’hanno fatto riuscendo a ricollegare il numero (intestato fittiziamente ad un cinese irrepetibile) ad un 21enne nigeriano, ex profugo della Serena che un anno e mezzo fa aveva acquisito lo status di “rifugiato” uscendo dal circuito dell’accoglienza ottenendo – da prassi – documenti e permesso di soggiorno. Cosa aveva iniziato a fare? Certa solo l’ultima sua fonte di reddito: lo spaccio. Era uno dei principali fornitori della piazza del centro.

Attraverso una serie di pedinamenti e grazie anche ai filmati delle videocamere, la polizia locale è riuscita a individuare dove vivesse (aveva dichiarato una residenza dove in realtà non abitava) e due giorni fa hanno fatto scattare il blitz.


L’operazione è avvenuta a San Liberale. Il ragazzo aveva trovato ospitalità lì, in un appartamento dove vivevano connazionali che non sapevano che facesse nella vita. Quando ha visto gli agenti il nigeriano ha cercato di scappare ma è stato fermato. Nella casa, nella sua camera, oltre 1 chilo di marijuana e 1135 euro in contanti (alcune banconote erano anche false), bilancini, una carta di credito ricaricabile, tre telefonini. Ad essere fermato con lui un altro straniero, anche lui nigeriano, anche lui profugo ospite alle Serena, che aveva appena acquistato 50 grammi di “erba”.

Per il primo è scattato l’arresto, per il secondo la denuncia. Oggi la direttissima deciderà se il 21enne nigeriano resterà in carcere o uscirà. Di certo avendo lo status di rifugiato, non sarà espulso, nè lo sarà il suo cliente (quasi certamente pusher a sua volta) in attesa di sapere l’esito della sua domanda di asilo.

Ieri, a CA’Sugana, il plauso al corpo dei vigili dal parte del sindaco Manildo e del vicesindaco Roberto GRigoletto, ma anche lo sfogo del primo cittadino: «Noi, attraverso l’opera encomiabile e sempre attenta della nostra polizia locale controlliamo il territorio e lavoriamo per prevenire degrado e spaccio, ma quello che manca è il passaggio successivo, la possibilità di allontanare chi non rispetta i diritti che gli vengono garantiti dallo Stato» ha detto Manildo, proseguendo: «Uguali diritti ma anche uguali doveri, chi sgarra deve essere allontanato.

Per questo io come sindaco, assieme ad altri, ho sostenuto il progetto di legge della Bonino e l’operato di Minniti che puntava proprio a risolvere un vuoto normativo che manca avviando le procedure di allontanamento per i migranti che delinquono. Ilreato di clandestinità» lo dice rivolgendosi indirettamente alla Lega, «non ha mai risolto il problema, oggi serve una normativa chiara». Fino a quando non ci sarà, non resta che tenere attivi controlli a tappeto.

 

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