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Basta secche del Limbraga «Risorgive da riattivare»

Il lavoro presentato dal Genio Civile. Si scaverà a nord di Villa Marghetita e per far ritornare a scorrere l’acqua verrà abbassato il letto del fiume

Far risorgere le risorgive non è cosa da tutti, ma il Genio Civile ci prova. Quello di Treviso ci prova con il Limbraga, fiume che da anni, tra l'inverno e la primavera, si presenta, agli occhi dei trevigiani che arrivano da Santa Maria del Rovere, in situazione critica: secche, morie di pesci, odori conseguenti. Eppure là sotto c'è un lago da cui pescare, eppure negli Anni 70 c'era abbondanza d'acqua e di vita allora ecco il progetto: abbassare il livello del fiume nei primi 1600 metri dall ...

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Far risorgere le risorgive non è cosa da tutti, ma il Genio Civile ci prova. Quello di Treviso ci prova con il Limbraga, fiume che da anni, tra l'inverno e la primavera, si presenta, agli occhi dei trevigiani che arrivano da Santa Maria del Rovere, in situazione critica: secche, morie di pesci, odori conseguenti. Eppure là sotto c'è un lago da cui pescare, eppure negli Anni 70 c'era abbondanza d'acqua e di vita allora ecco il progetto: abbassare il livello del fiume nei primi 1600 metri dalla vecchia risorgiva, in modo da "toccare" il livello minimo raggiunto in questi ultimi anni. Il progetto è stato presentato a un convegno svoltosi nel mese scorso a Breda di Piave e già ha raccolto qualche dubbio di del responsabile fiumi di Legambiente , Fausto Pozzobon, preoccupato che venga lesionato lo stato che separa le falde.

A illustrarlo è stato l'ingegner Nicola Gaspardo, responsabile dei corsi d'acqua per il Genio Civile. "Il Limbraga veniva in superficie a Lancenigo di Villorba e scorreva verso Treviso passando per il vecchio comando dei carabinieri di Villa Margherita, dove ora è spesso palesemente interrato - spiega il tecnico - . Soltanto l’eccezionale piovosità di questo principio di primavera ce lo presenta in buone condizioni di portata idrica, ma da anni il Libraga all’affacciarsi della buona stagione si presentava in condizioni critiche. Dalle rilevazioni dei freatimetri, negli Anni 70 l'altezza media della falda era di 24,5 metri, oggi di 22.50. In neanche 50 anni si è abbassata di due metri, davvero non poco, in un reticolo idrico che è tutto collegato e interdipendente. Il minimo di falda di 21,81 metri è stato rilevato l’8 marzo dello scorso anno. Ed è quello il punto di riferimento che abbiamo preso per definire lo scavo che andremo a realizzare. Un tirante d’acqua ottenuto abbassando il fiume in sezione trapezioidale di 50 centimetri, ottenendo così anche una portata maggiore, così da mettersi al sicuro anche da eventuali ondate di piena. A quel punto può succedere che si scopra che c’è un ulteriore abbassamento della falda, ma sarebbe una iattura imprevedibile e imprevista. Stiamo facendo la cosa più equilibrata, perchè si tratta di equilibri delicati». «Per meglio studiarli si è aperto un concorso per due stagisti laureandi o neolaureati, chiamati a studiare ad ampio spettro il bacino del Piave, le sue derivazioni, i suoi legami con i fiumi di risorgiva e con il Sile, nonchè la piovosità e l’evapotraspirazione. Questo ci siuterà a tracciare meglio gli scenari futuri». I lavori sono già andati in appalto all’impresa Cazzaro e attendono ora da Venezia il decreto di impegno di spesa. I tempi potrebbero essere brevi, ma per assurdo l’attuale ed eccezionale abbondanza d’acqua nel Limbraga potrebbe consigliare di farli slittare per renderli più economici.

Toni Frigo