Anziana assalita dai cani randagi, condannati Comune di Pieve di Soligo e Usl

Pieve di Soligo. Sono ritenuti colpevoli di non aver provveduto a togliere dalla strada i cani randagi autori, a dicembre 2012, di una violenta aggressione ai danni di una 73enne 

PIEVE DI SOLIGO. Colpevoli di non aver provveduto a togliere dalla strada i cani randagi autori, a dicembre 2012, di una violenta aggressione ai danni di una 73enne del posto, il Comune di Pieve di Soligo e l’ex Usl 7, dovranno ora pagare. Quasi 5mila euro è la somma che i due enti dovranno versare a G.M., l’anziana di Barbisano vittima dell’assalto del branco, assistita nella lunga battaglia dallo studio legale Lorenzetto Martelli Padoin di Pieve di Soligo. A distanza di 5 anni e mezzo dal fatto è stata pronunciata - dal giudice Laura Ceccon del Tribunale di Treviso – la sentenza che mette sullo stesso piano le responsabilità dei due enti avverso una vasta letteratura in materia che spesso “inchioda” solamente i Comuni.

La vicenda che si era consumata in via Carducci a Barbisano, nei pressi del supermercato Crai, ha per protagonista un’anziana residente nella frazione. Quella mattina, G.M. aveva lasciato la sua casa poco prima delle 10.30 e si stava recando a fare la spesa nel vicino alimentari, a piedi. L’aggressione del branco di cani che liberamente scorrazzava sulla strada è avvenuta proprio in quel breve tratto di percorso. I residenti avevano già segnalato il problema del branco alle autorità. Morsa alla gamba sinistra da uno dei cani, la donna era caduta a terra rovinosamente riportando diverse contusioni. Con i vestiti lacerati e ferita, G.M. era poi riuscita a rialzarsi e a raggiungere il vicino supermercato per chiedere aiuto. L’aveva soccorsa, ancora tremante e sotto shock, il proprietario dell’alimentari, Lorenzo Tegon.

«Era molto spaventata – conferma - tremava tutta. Mi ha detto che era stata morsa dai cani». A conferma anche il referto dei medici del Pronto soccorso dove l’anziana è stata medicata subito dopo l’aggressione. Senza microchip e dunque – di fatto – senza un proprietario, quei cani liberi e in mezzo alla strada - oltre tutto in una zona residenziale - non ci sarebbero dovuti stare. Poco importa che in fase di contenzioso il Comune di Pieve di Soligo avesse indicato come loro proprietaria un’anziana donna residente nella via – già seguita dai servizi sociali – che viveva in completa solitudine, con il solo conforto dei suoi cani. Di fatto, i quadrupedi vaganti per la giurisprudenza sono randagi e dunque di responsabilità degli enti preposti. A distanza di pochi giorni da quell’episodio i cani, rimasti soli dopo il ricovero in ospedale della loro presunta proprietaria, erano stati trasportati nel canile.

 

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