Treviso, la Camera di Commercio all’Appiani: sette giorni per decidere

Treviso. Conto alla rovescia per chiudere la trattativa con Fondazione Cassamarca. Pozza: «Serve un accordo per il bene della città». Gobbo: «Non cediamo sui soldi» 

TREVISO. Passaggio della Camera di Commercio da piazza Borsa all’ex Appiani: c’è solo una settimana di tempo per interrompere lo stallo tra Fondazione Cassamarca ed ente camerale, altrimenti sarà il giudice a prendere definitivamente in mano la situazione. Ma in questo caso passerà almeno un altro anno con una porzione - diecimila metri quadrati - di Cittadella delle Istituzioni ancora senza inquilini, e con la vecchia sede camerale, in piazza Borsa, sempre bisognosa di manutenzioni.



Come sempre, in questi casi, lo stallo dipende dai soldi. Fondazione Cassamarca, presieduta da Dino De Poli, non si sposta sul prezzo: per la nuova sede della Camera di Commercio di Treviso-Belluno, circa diecimila metri quadrati di superficie della Cittadella delle Istituzioni, all’ex Appiani, di proprietà di Fondazione, spazio appositamente attrezzato, vuole 38 milioni di euro.

Mentre la Camera di Commercio, per lasciare piazza Borsa e trasferirsi all’Appiani, non intende sborsare più di 20-25 milioni di euro. Un braccio di ferro tra Camera e Fondazione che va avanti da anni, con tanto di causa legale.

E pensare che, ai tempi della prima presidenza camerale di Nicola Tognana, l’affare poteva andare in porto con il seguente scambio: il palazzo di piazza Borsa, allora stimato 42,5 milioni di euro, passava a Fondazione, che dava quindi la nuova sede all’Appiani per 38 milioni alla Camera, che si sarebbe intascata altri 4,5 milioni liquidi. Ma Tognana, ottenendo la maggioranza in consiglio, disse no.

Passò il tempo e per il passaggio all’Appiani venne slegato lo scambio immobiliare. E cominciarono i guai. Ora c’è una sola settimana di tempo per scongelare la situazione: per il 17 aprile, infatti, il giudice competente ha fissato la data finale per prenderà atto se, tra Camera e Fondazione, è stato raggiunto un accordo economico oppure se resta ancora in piedi il contenzioso legale. In questa seconda ipotesi, la più probabile, il giudice azzererà l’intera partita nominando un consulente tecnico d’ufficio (un Ctu: sarebbe il secondo, ma il primo si è ritirato a suo tempo senza finire la perizia) che dovrà riprendere in mano la faccenda ricalcolando il valore immobiliare dei diecimila metri quadrati attrezzati della Cittadella delle Istituzioni che Fondazione Cassamarca deve vendere alla Camera di Commercio.

È insomma scattato il conto alla rovescia. Dice il presidente dell’ente camerale Mario Pozza: «Dobbiamo trovare l’accordo per il bene della città. Da quando sono stato eletto, dal maggio 2016, ho cercato un dialogo con Fondazione per invertire la tendenza: la precedente presidenza camerale non voleva saperne di cambiare sede. Noi siamo favorevoli. Ho quindi cercato di scavalcare il contenzioso.

Ma oggi, in Fondazione Cassamarca, appare difficile trovare un interlocutore».

La replica di Gian Paolo Gobbo, ex sindaco di Treviso, oggi vice presidente del consiglio di amministrazione di Fondazione Cassamarca: «Il valore della porzione di Appiani destinata all’ente camerale è quello quantificato a suo tempo: l’ex presidente camerale Federico Tessari chiese precise modifiche e lavori, oltre a 100 posti auto e altro, non c’è quindi solo il valore nudo per metro quadrato.

Ma il suo successore, Nicola Tognana, bloccò tutto. Apprezzo la buona volontà di Pozza. E spero che la faccenda si risolva, per il bene della Camera ma anche di Fondazione».

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