Scientifico, pochi iscritti prima del Verdi di Valdobbiadene a rischio

Valdobbiadene. Ma il dirigente Paolo Rigo lavora per non perdere l’indirizzo «Ecco la soluzione: una classe unica con il liceo linguistico». Il turistico vola 

VALDOBBIADENE. Il Verdi perderà la prima liceo scientifico? Il numero esiguo di iscritti, poco più di una decina, porterebbe a dirlo, tuttavia il dirigente Paolo Rigo sta lavorando affinché ciò non accada. «Abbiamo chiesto all’ufficio competente di poter formare una classe articolata», spiega, «composta dagli allievi che hanno scelto lo scientifico tradizionale, quello per intenderci che trova il latino tra le materie di studio, e dai ragazzi che hanno optato per il linguistico.

Ambedue gli indirizzi potrebbero coesistere tranquillamente in una unica classe, dove sarebbero garantite le specificità e le peculiarità di ciascuno». In sostanza gli studenti si ritroverebbero a seguire insieme le lezioni comuni, separandosi invece per quelle specialistiche. Entrambi gli indirizzi sembrano comunque essere diventati scarsamente attrattivi. «Non bisogna preoccuparsi eccessivamente», prosegue il professor Rigo, che dirige pure il Casagrande di Pieve di Soligo, «perché i flussi sono ondivaghi».

È una visione da bicchiere mezzo pieno, dettata certamente dall’esperienza, resta il fatto che i ragazzini di terza media che hanno deciso di frequentare, dal prossimo settembre, l’Isiss di Valdobbiadene preferiscono l’indirizzo turistico e il liceo scientifico tecnologico, tutt’e due in costante e continua crescita. Guardando ai numeri di oggi: turistico batte scientifico, centosettantasei a centosettanta. Non vanno dimenticati i centoquaranta allievi del meccanico-meccatronico, che rimane stabile.

All’offerta formativa del Verdi si è recentemente aggiunto l’indirizzo sperimentale, partito a settembre, del professionale agrario. «Abbiamo ventisette studenti», riferisce il dirigente, «che stanno vivendo un’esperienza didattica unica e avvincente, grazie alla partnership con l’amministrazione comunale e con le aziende agricole del territorio, sia della filiera zootecnica che vitivinicola, le quali hanno permesso di trasferire i laboratorio all’esterno della scuola: in cantina, in malga, in stalla e a villa Lauri, dove gli allievi hanno provveduto al recupero e al ripristino di circa due ettari di terreno in stato di abbandono da decenni e alla contestuale progettazione di un Parco urbano.

L’organizzazione delle attività non è stata semplice, ma, superate le prime difficoltà di ordine burocratico, la macchina è partita. I risultati sono buoni e del tutto soddisfacenti». Lo dimostrano anche i numeri: la prima classe dell’agrario per l’anno scolastico 2018/19 conta già ventiquattro iscritti.
 

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

3 mesi a 1€, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Tombelle di Vigonovo, i soccorsi sul luogo in cui una bimba è stata investita dall'auto del padre

Focaccia con filetti di tonno, cipolla rossa e olive

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi