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L’ex impero Sira di Vedelago all’asta per 7,3 milioni

Fossalunga di Vedelago, sono sette i lotti da assegnare il 16 maggio, il pezzo forte è il centro commerciale chiuso lo scorso giugno

di Davide Nordio
2 minuti di lettura

VEDELAGO. Il centro commerciale Sira va all’asta: si parte dalla ragguardevole cifra di 7 milioni e 300 mila euro, ma i lotti immobiliari in vendita sono ben sette, tutti di proprietà di Sira srl. L’apertura delle buste con le offerte avverrà il prossimo 16 maggio alle 11 a San Zenone nello studio notarile Corsi: gli acquirenti potranno fare le loro proposte al rialzo anche per singolo lotto. Oltre al centro commerciale vi sono due fabbricati a uso artigianale, uno in via Castellana (393 mila euro) e uno in via dell’Industria (505 mila 700 euro, dove vige un contratto di locazione fino al 2022), quattro terreni in viale Trieste con diverse metrature che vanno dai 24 mila a 394 mila euro, e, appunto, il centro commerciale.

Ma il fallimento Sira prevede anche la vendita di beni mobili, in particolare mobili e attrezzature, che seguono un destino autonomo. L’annuncio dell’asta è solo l’ultimo capitolo della caduta di uno storico marchio della vendita di abbigliamento, noto in tutto il Veneto e oltre, iniziata nel 2016 con il fallimento.

Quello precedente ha riguardato l’arresto della titolare, Carmen Favaro, 57 anni, con accuse pesanti, dalla bancarotta fraudolenta a quella per distrazione, riguardante seicentomila euro di liquidità e beni di magazzino, esposizione ai creditori per oltre 12 milioni di euro, imposte non pagate per una cifra vicina ai 3 milioni e mezzo. Gli investigatori della Guardia di Finanza hanno inoltre imputato all’ex amministratrice di Sira di aver ritardato, di fronte a una profonda crisi finanziaria, la richiesta di fallimento e di aver così peggiorato irreversibilmente la situazione cedendo il ramo d’azienda, senza corrispettivo, ad un’altra società, l’Alabama srl, appositamente costituita e a lei stessa riconducibile.

Quest’ultima ditta, dichiarata fallita proprio nei giorni dell’arresto, avrebbe ricevuto da Sira, più di 80 mila euro di merce sottostimata e mai pagata. Il primo segnale che qualcosa non andava è arrivato, paradossalmente, con quella che voleva essere una opportunità di rilancio, ovvero la grande vendita promozionale del 2016, la prima mai fatta in sessant’anni di storia. Purtroppo non aveva sortito gli effetti sperati. Sira pensava di sistemare le pendenze con i dipendenti grazie ai guadagni della svendita, ma intanto era stata avviata la procedura davanti al giudice. Poi l’improvvisa richiesta di rientro di un prestito da 350 mila euro da parte di una banca locale ha bloccato non solo la liquidità ottenuta dall’azienda, ma anche il patrimonio aziendale e familiare.

L’epilogo commerciale di Sira è avvenuto lo scorso giugno quando il centro commerciale ha chiuso definitivamente i battenti, dopo un periodo in cui aveva continuato a operare a ranghi alquanto ridotti rispetto agli anni d’oro. Ora si attende l’apertura delle buste per capire il destino che avrà il centro commerciale, una superficie di 39 mila metri quadrati.
 

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