Mogliano, Palazzo Zanetti a pezzi: tegola sul plateatico del bar

Mogliano, paura al bar Avenue fortunatamente vuoto al momento del crollo. La rabbia dei titolari: «Danno economico e d’immagine, ci costerà caro»

MOGLIANO. Un tegola vola dal tetto e cade direttamente sul tavolino del bar: incidente sfiorato mercoledì pomeriggio nel centralissimo plateatico del bar Avenue. Il preoccupante episodio è avvenuto attorno alle 17.30, poco prima del tradizionale orario dell’aperitivo: dopo poche ore il plateatico del bar moglianese, come ogni sera, si sarebbe animato di giovani avventori. Poteva dunque causare molti danni quel coppo volato da circa dieci metri di altezza. «Per fortuna» commenta la titolare Marza Coccato «non si è fatto male nessuno, ma ora l’area dei nostri tavolini è tutta transennata e sembra una scena del crimine. Questo episodio rischia di costarci caro, sia come danno d’immagine che come danno economico, visto che i nostri posti fuori non sono più agibili».

Mercoledì pomeriggio sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Treviso e la stazione mobile della polizia locale di Mogliano. Un’ampia area del tratto pedonale tra via Matteotti e il Terraglio è stata transennata: transito obbligatorio per i pedoni sotto i portici oppure sul versante più a nord. «Attenzione caduta detriti» recitano i cartelli. Torna così d’attualità il tema del decoro in centro e, in particolare, l’annosa vicenda di palazzo Zanetti. L’immobile, stando alle ultime notizie disponibili, sarebbe infatti di proprietà di Mario Zanetti, anziano proprietario dell’azienda Mokarabia. Lo stabile era riconducibile inizialmente al patrimonio di Virgilio Zanetti, capostipite della nota famiglia di imprenditori del caffè, deceduto nel 2001.


I tre figli, oltre a spartirsi il mercato (a Massimo la Segafredo Zanetti, a Martino la Hausbrandt e al già citato Mario la Mokarabia, passata attualmente al figlio Marco), si sono anche suddivisi l’imponente eredità immobiliare, che comprende una centralissima porzione dei portici moglianesi. A differenza dei loro “vicini di casa” gli Zanetti hanno però lasciato l’immobile vittima dell’incuria e del tempo. Nel settembre 2014 dopo un incendio avvenuto al secondo piano, fu dichiarato inagibile e furono emesse ordinanze per il ripristino dello stabile in condizioni di sicurezza. Il sindaco Carola Arena stavolta ci riprova emanando un’ordinanza che prevede tre giorni di tempo per mettere in sicurezza il tetto ed entro un mese una comunicazione al Comune che accerti per l’immobile un adeguato stato di conservazione. In caso di inottemperanza il proprietario dell’immobile sarà deferito all’autorità giudiziaria.

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