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«Controllo di vicinato? No, grazie»

San Biagio, per l’amministrazione comunale basta creare «il senso di comunità»

SAN BIAGIO. «Controllo di vicinato? No, grazie». Quella del primo cittadino di San Biagio Alberto Cappelletto è senz'altro una voce fuori dal coro, anche rispetto a molti altri sindaci della Marca della sua stessa area politica, quella di centrosinistra. Sul tema sicurezza, negli ultimi anni sempre più al centro delle cronache di ogni amministrazione, Cappelletto ed i suoi in coordinamento con il comando di Polizia Locale, hanno infatti messo a punto qualcosa di diverso. Incontri casa per ca ...

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SAN BIAGIO. «Controllo di vicinato? No, grazie». Quella del primo cittadino di San Biagio Alberto Cappelletto è senz'altro una voce fuori dal coro, anche rispetto a molti altri sindaci della Marca della sua stessa area politica, quella di centrosinistra. Sul tema sicurezza, negli ultimi anni sempre più al centro delle cronache di ogni amministrazione, Cappelletto ed i suoi in coordinamento con il comando di Polizia Locale, hanno infatti messo a punto qualcosa di diverso. Incontri casa per casa agli anziani soli, distribuzione di regole antitruffa, un numero di telefono sempre attivo e qualche battuta scambiata nei giorni di mercato o fuori dalle scuole. Le finalità, a maggior ragione se unite agli investimenti per la videosorveglianza, non si discostano certo rispetto al sempre più sviluppato controllo di vicinato, ma le modalità passano per il contatto umano. E la ricetta ha il suo perché. «Ritengo che il controllo di vicinato, per quanto iniziativa interessante, abbia dimostrato di funzionare in alcuni casi e non in altri», spiega il sindaco Cappelletto, «nel nostro comune già da alcuni anni abbiamo dato vita a qualcosa di diverso, a sé stante, con visite periodiche agli anziani e con incontri specifici per la popolazione, quella più anziana in particolare. La nostra ottica è diversa». Insomma, una rete diretta tra cittadino, personale di polizia locale e istituzioni. Ma le forze sono sufficienti? «Il nostro corpo di Polizia Locale conta 7 agenti oltre a 2 amministrativi, in un'area vasta che comprende anche i comuni di Monastier di Treviso e Zenson», dice il primo cittadino, «contiamo, attraverso un concorso nel prossimo periodo, di assumere almeno un'altra persona. Ma su questi temi l'impegno ci sarà sempre». E gli obbiettivi restano gli stessi, mentre nelle prossime settimane sarà svelato anche un calendario di incontri mirati sul tema truffe e raggiri a 360 gradi. Proprio a riguardo una mano è stata chiesta anche al parroco di San Biagio don Devid Berton. «Serve fare gioco di squadra e la figura del parroco è ancora un riferimento importante, con cui gli anziani parlano e si confidano: ci aiuterà nella promozione», spiega Barbara Ciambotti, comandante della polizia locale di San Biagio, «anche nell'ultimo anno non sono mancati i tentativi di truffe, magari con finti incaricati di enti pubblici o altro. Crediamo che l'essere riconosciuti dalle persone sia tra le cose più importanti». (a.b.v.)

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