Pulizie all'ospedale di Treviso, lavoratori contesi tra le ditte concorrenti

Treviso. Copma non rinuncia alla gestione del servizio e non libera i suoi 250 dipendenti La nuova incaricata, Manutencoop, costretta a “reclutare” su base volontaria

TREVISO. Il caos tanto temuto si è palesato ieri mattina, quando Copma non ha consegnato a Manutencoop la lista dei lavoratori da assumere. E Manutencoop, per tutta risposta, ha allestito una sorta di “ufficio di collocamento” all’interno della sala riunioni del Ca’ Foncello per “reclutare” i dipendenti, chiamati a passare volontariamente da un’azienda all’altra. Irritazione a tutti i livelli: l’Usl 2 parla di «tensione creata a danno dei lavoratori», Uil sollecita i dipendenti Copma a firmare per Manutencoop palesando il rischio che la nuova azienda ricorra ad assunzioni di personale esterno, Manutencoop ha tappezzato l’ospedale di volantini con le istruzioni per farsi assumere.

La protesta. Ieri è ufficialmente cessato l’affidamento del servizio di pulizia dei reparti a Copma, che tuttavia contesta la scelta dell’Usl 2 di assegnare il servizio a Manutencoop (braccio operativo del concessionario Ospedal Grando). I circa 250 dipendenti di Copma, secondo gli accordi, dovrebbero essere assunti da Manutencoop. Dovrebbero, appunto, perché la ditta uscente non ha consegnato le liste dei lavoratori. A nulla sono serviti gli incontri tra le imprese, l’Usl 2 e le forze sociali che si sono susseguiti negli ultimi giorni, Pasqua compresa. Ieri, giorno del passaggio di consegne, Copma ha deciso di fare resistenza. Manutencoop ha allestito un ufficio per le assunzioni ma i dipendenti, quasi tutte donne, sono comprensibilmente spaesati e non se la sentono di firmare. Il rischio è che per garantire le pulizie (a Treviso, Oderzo e distretti sanitari) vengano assunti lavoratori esterni. Intanto il Ca’ Foncello è tappezzato di inviti a farsi assumere dalla nuova ditta.


Le prossime ore. Copma è ricorsa a Tar, Anac e Tribunale per le imprese di Venezia. L’Usl 2 ha chiesto un tavolo in Prefettura e ieri pomeriggio ha diramato una nota molto dura: «Le condizioni del contratto firmato più di cinque anni fa da Copma erano chiare, ed è dal novembre 2017 che sapevano che il 2 aprile avrebbero cessato il loro servizio. È da molti mesi che le società interessate sapevano del passaggio, va criticata con forza la tensione che si è voluta creare negli ultimi giorni a danno dei lavoratori per ritardare il subentro della nuova società». L’Usl assicura che continuerà a vigilare sul passaggio di consegne, ma è verosimile che anche da questa partita si originerà una vertenza legale. «Pretendiamo che tutto avvenga nel rispetto dei contratti che sono stati firmati» continua l’azienda, «siamo pronti ad agire nelle sedi competenti ove la violazione di impegni contrattuali finisca per ledere i diritti dei lavoratori e la continuità di un servizio essenziale».

L’ira di Benazzi. Da due giorni il direttore generale dell’Usl, Francesco Benazzi, cerca di mediare tra posizioni inconciliabili. «La situazione è difficile, se Copma continua a fare resistenza andiamo direttamente dal Prefetto» tuona il dg dell’azienda sanitaria, «la società uscente non ha consegnato le liste dei lavoratori da riassumere in Manutencoop. È un passaggio che i dipendenti possono fare anche da soli, e li invitiamo a farlo: per questo la nuova società, che ha regolarmente chiuso un contratto con l’Usl e per noi è la titolare del servizio, ha tappezzato il Ca’ Foncello con le istruzioni. In ogni caso le pulizie saranno garantite». Copma d’altro canto è convinta delle perplessità sollevate: il suo appalto sarebbe scaduto nel 2022, è decaduto a causa «delle mutate esigenze» dell’Usl.
 

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