Pedemontana, Zaia: "Fine lavori nel 2020"

Zaia annuncia la fine dei lavori per il 2020. Spresiano chiede altri interventi L’assessore regionale: «I cantieri extra si possono fare solo con i risparmi»

TREVISO. «Nel settembre 2020 apriremo la superstrada Pedemontana», assicura Luca Zaia, presidente della Regione. E le opere di collegamento? «La Regione è a disposizione dei sindaci», garantisce il governatore. Intorno all’11 aprile – la data precisa non è stata ancora fissata – i sindaci di Spresiano e di Villorba hanno in agenda un incontro con la Regione, la Provincia e l’Anas per affrontare il tema del raccordo della superstrada con la viabilità interna.

«Il progetto che andremo a discutere ha la necessità di un finanziamento di 3 milioni» fa sapere Marco Della Pietra, il primo cittadino di Spresiano. I Comuni non hanno la disponibilità per affrontarlo. I privati nemmeno. E dunque? «Verificheremo se la Regione, da una parte, e l’Anas, dall’altra, potranno venirci incontro», anticipa il sindaco di Spresiano.

«Premesso che con i sindaci abbiamo un’interlocuzione aperta, costruttiva, è comprensibile che queste risorse non potranno che arrivare dai risparmi» spiega Elisa De Berti, assessore regionale alle infrastrutture. Risparmi? «Quelli che si sono fatti e che si continuano a fare dalla rivisitazione progettuale di alcune opere complementari. Una verifica, si badi, condivisa dagli stessi sindaci».

La Pedemontana è lunga più di 94 km e mezzo, ma c’è una mini Pedemontana di cui pochi parlano, sono i 68 km di strade aggiuntive, realizzate per non intasare di traffico i centri dei paesi interessati che disporranno di casello. La spesa complessiva per questa infrastruttura è di 2 miliardi e 258 milioni, che, a dire di De Berti, non può essere estendibile per comprendere interventi aggiuntivi. Ma, appunto, ci sono i risparmi già in essere: «Se ci sono opere che i sindaci ritengono necessarie per fluidificare il traffico nei loro paesi, la Regione è pronta a prenderli in considerazione, ma è evidente che si potranno realizzare solo attraverso eventuali risparmi. Non abbiamo un euro in più da poter impegnare oltre ai 2 miliardi e 258 milioni». De Berti si dice fiduciosa che una cifra di 3 milioni, non indifferente, può essere comunque recuperata.

E proprio per questo invita i pubblici amministratori a contare sulla disponibilità al confronto data dalla Regione: «Nel caso di Spresiano e Villorba ci sono state sottoposte due situazioni: il traffico pesante da e per il Consorzio Contarina (che è oggi oggetto anche di un piano di ampliamento che partirà con la realizzazione di nuovi parcheggi, ndr) e quello che scaturirà dal futuro Velodromo (altro progetto che ricade sempre su Spresiano il cui cantiere si prepara a partire, ndr)». Si tratta di due realtà ritenute non direttamente collegabili alla Pedemontana, che preoccupano però fortemente il sindaco di Spresiano e che però – essendo fuori dal piano Pedemontana – dovrebbero trovare altre forme di finanziamento. «La Regione è disponibile a prenderle in considerazione, ma nel contesto delle compatibilità. Qui come altrove» puntualizza De Berti, «Ogni settimana io e il presidente Zaia facciamo comunque il punto della situazione dei cantieri».

E la preoccupazione maggiore, sul piano sociale, prima ancora che economico, è per il sacrificio a cui sono chiamati gli espropriati, ben 2500 tra privati ed aziende. «Gli espropriati? Stanno ricevendo quanto è loro diritto avere», conferma Luca Zaia, con riferimento agli arretrati che tanto avevano fatto discutere, l’anno scorso. Gli espropri valgono complessivamente 333 milioni. La prima tranche, di 55 milioni, è stata distribuita nel 2017. «Rispetto ai ritardi del passato, i nuovi ritmi della concessionaria Sis prevedono tra i 40 ed i 50 milioni al mese di lavori e una decina di milioni di espropri», informa l’assessore alle infrastrutture De Berti, «quindi si procede con un impulso rinnovato».

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