Il sindaco di Treviso scrive alla Regione «Quarto lotto della tangenziale, fuori i soldi»

Treviso. Lettera del sindaco al governatore: «Treviso e Paese hanno fatto la loro parte» Il rischio intasamento per il capoluogo. De Berti: «Riscriveremo il progetto»

TREVISO. Ora la Regione faccia la sua parte e dia il via alla realizzazione del quarto lotto della tangenziale. È questo il senso della lettera scritta dal sindaco di Treviso Giovanni Manildo al presidente del Veneto, Luca Zaia. Una lettera che evidenzia in modo netto come, dopo anni di stallo, l’amministrazione di Treviso e quella di Paese sono riuscite a mettere la parola fine alla conferenza dei servizi propedeutica alla realizzazione dell’opera trovando l’accordo sul tracciato e quindi rimettendo la palla nelle mani della Regione, cui spetta il compito di realizzarlo.

È un passaggio cruciale, quello sottolineato dal sindaco di Treviso perché chiarisce che i due comuni hanno fatto quello che dovevano, e adesso non hanno più responsabilità sulla mancata realizzazione dell’opera che sarebbe necessaria a fluidificare non soltanto il traffico che grava sul capoluogo, ma anche quello di attraversamento della provincia, anche in vista dell’apertura della Pedemontana che avrà un casello in Feltrina, scaricherà lì presumibilmente molte auto e molti camion rischiando così – senza quarto lotto – di intasare Treviso.



«Trattandosi di un’opera di impatto regionale il tema risorse compete ovviamente all’ente presieduto dal governatore Zaia», spiega il sindaco Manildo, «da tempo i comuni interessati al quarto lotto sono in attesa di ricevere risposte. È un’opera più volte indicata come necessaria proprio per le sue ricadute su un territorio ampio come quello regionale».

Il nervo è scoperto, anche politicamente. Perché fu la Regione a lanciare il piano (quando alla guida di Treviso c’era la Lega) ed è stata la Regione stessa con la sua Veneto Strade a dirottare altrove i fondi previsti per l’opera poco prima che cambiasse l’orizzonte politico anche in virtù del fatto che mancava quell’accordo sulla progettazione che ora Treviso e Paese hanno raggiunto (il via libera della conferenza servizi risale addirittura al 2016, ma la Regione non ha dato risposte).

Come se non bastasse poi ci sono anche le elezioni amministrative, e San Giuseppe e Monigo (i due quartieri che oggi pagano il traffico che potrebbe essere dirottato in tangenziale) sono aree che interessano anche alla Lega che con Zaia sostiene la candidatura di Mario Conte.

E poi c’è – come detto – il nodo Pedemontana. Il cantiere avanza e con questo anche i progetti che si sono attivati lungo la Feltrina anche in previsione del tracciato, e della tangenziale. Qualche esempio? Il Montebelluna Hill, maxi centro commerciale firmato Setten a Trevignano, l’investimento di Lando proprio tra Treviso e Postioma allo sbocco del quarto lotto, e poi il quartier generale delle Costruzioni Garbuio che ormai troneggia al confine di Paese. Migliaia di metri cubi che equivarranno ad altro traffico, e parecchio.

Insomma uno scacchiere complesso che adesso richiede risposte, e che Manildo stuzzica da lontano. Non a caso il prossimo appuntamento della sua campagna elettorale con la presentazione del rendiconto amministrativo dei prossimi cinque anni e “con l’analisi delle problematiche su traffico e progetti” sarà propria San Giuseppe. «Abbiamo voluto incontrare i cittadini nei quartieri della città perché riteniamo che il compito di un amministratore sia di fornire a tutti gli strumenti per comprendere da vicino le decisioni dell’amministrazione, i progetti in corso, gli interventi in programma» dice Manildo... e il Quarto lotto non è competenza sua. La linea è far capire che se manca, o mancherà, non sarà colpa del Comune «che ha fatto la sua parte».

L’opera ha un costo faraonico, si parla di oltre 50 milioni di euro per pochi chilometri di sedime stradale in campagna, che si vorrebbe far pagare al Governo.

Ieri, forse già a seguito delle tensioni avvertite nel trevigiano, la presa di posizione dell’assessore ai lavori pubblici della Regione Elisa De Berti: «Siamo pronti a rivedere il progetto per realizzare il Quarto lotto della tangenziale». Un’apertura che fa ben sperare.

 

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