Duplice omicidio di Rolle: graffi di Loris sul viso di Sergio Papa

Cison. L’indagato: «Me li ha fatti Nicolasi il giorno prima del delitto». Gli investigatori: «Una scusa per giustificare il Dna»

CISON. Riflettori degli investigatori su quel “paio di graffi” che Sergio Papa, dopo l’udienza dei giudici del Riesame di Venezia che hanno respinto il ricorso della difesa che chiedeva la scarcerazione dell’indagato, ha asserito di aver ricevuto, la mattina del 28 febbraio scorso, il giorno prima del duplice delitto di Cison, da Loris Nicolasi. Gli investigatori, che sembra non fossero al corrente dell’esistenza di quei graffi, interpretano il fatto come un una mossa di Papa per mettere le mani avanti e giustificare la presenza di eventuali tracce di suo Dna sotto le unghie di Loris Nicolasi.

Com’è noto, infatti, nei giorni immediatamente successivi al delitto, il medico legale Alberto Furlanetto aveva effettuato dei tamponi sotto le unghie di Nicolasi, ora al vaglio delle lunghe analisi di laboratorio. Investigatori e medico legale, intervenuti sul posto nell’immediatezza della scoperta dei cadaveri nel giardino davanti al rustico in ristrutturazione dell’anziana coppia di ex ristoratori di Cison, avevano notato dalla posizione del cadavere e degli arti che Loris s’era probabilmente difeso e la notizia della probabile presenza di Dna dell’assassinio sotto le unghie di Nicolasi era rimbalzata sugli organi d’informazione.

Non è dello stesso avviso il legale di Papa, l’avvocato Alessandra Nava, che ribadisce la linea di difesa, già annunciata nei giorni scorsi. «Papa aveva quei lievi graffi ed ha asserito che è stato l’anziano a procurarglieli il giorno precedente il delitto, la mattina del 28 febbraio, quando l’aveva trovato all’interno della sua proprietà. Nel mandarlo via in malo modo gli aveva procurato quei graffi».

Non è un mistero, infatti, che Papa il giorno precedente il duplice delitto sia stato sorpreso dalla coppia di anziani, ammazzata brutalmente il 1° marzo scorso, nel giardino davanti al loro rustico di via Marzolle a Rolle di Cison. Papa stesso lo aveva ammesso, due giorni dopo il suo fermo davanti al giudice delle indagini preliminari Gianluigi Zulian, nel corso dell’interrogatorio, precisando di essere stato lì e di aver fatto cinque chilometri a piedi, alzandosi all’alba, per andare a chiedere la ricetta delle frittelle ad Annamaria Niola, perché le aveva assaggiate anni prima mentre faceva i lavori di ristrutturazione del rustico e voleva consegnarla alla madre. Una giustificazione cui gli investigatori non credono affatto.

Sono convinti che sia stato il disoccupato di Refrontolo a uccidere la coppia di anziani ex ristoratori di Cison e che, all’indomani del 28 febbraio, giorno in cui fu scoperto dentro alla proprietà dei Nicolasi, sia tornato probabilmente per rubare. Dopo essere stato di nuovo scoperto, Papa li avrebbe ammazzati con una roncola trovata probabilmente sul posto. E i graffi sul viso? Sarebbero un ulteriore conferma della tesi accusatoria.

 

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