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«Da oggi stop alle pulizie»: rinforzi esterni nei reparti dell'ospedale di Treviso

Treviso. Braccio di ferro tra le ditte per l’appalto: Copma pronta a ritirare le dipendenti Ieri picchetto delle lavoratrici. Manutencoop si affida a nuove assunzioni

di Andrea De Polo
2 minuti di lettura

TREVISO. Rinforzi esterni per garantire le pulizie al Ca’ Foncello. Ieri Manutencoop, titolare del servizio secondo l’Usl 2 ma non secondo Copma (la ditta che ha effettuato le pulizie fino ad oggi), ha ingaggiato una ventina di lavoratori esterni per far fronte al rischio di restare senza personale nei reparti. La tensione tra le due ditte, infatti, è altissima: ieri e lunedì si sono presentate entrambe al Ca’ Foncello, ma Copma non ha consegnato le liste dei lavoratori a Manutencoop per la loro riassunzione, e oggi i suoi addetti potrebbero non ripresentarsi. Gli stessi lavoratori (circa 250 unità, quasi tutte donne) non stanno firmando volontariamente per Manutencoop: «Il contratto che ci viene proposto è peggiorativo rispetto a prima».

Reparti a rischio. Ieri mattina le lavoratrici hanno manifestato all’esterno del Ca’ Foncello. Delle 250 dipendenti Copma, in poche hanno firmato per Manutencoop. Per due giorni hanno lavorato, sia a Treviso che a Oderzo e negli ambulatori dei distretti sanitari, con entrambe le divise, nella speranza di un accordo tra le due ditte (Copma è ricorsa al Tar contro l’assegnazione a Manutencoop) e l’azienda sanitaria. Accordo che non è arrivato. Ora il rischio è che Copma disattivi i badge delle proprie dipendenti, che sono la maggioranza. Manutencoop resterebbe senza la concorrente ma pure senza le lavoratrici che aveva promesso di riassumere, quindi le pulizie rischierebbero di saltare a partire da oggi. Uno scenario impensabile per un ospedale: per questo l’’Usl 2 ha già allertato la Prefettura, che oggi dovrebbe incontrare le parti. Ieri - e per tutta la durata del ponte pasquale - si sono susseguiti, fino in tarda serata, gli incontri tra aziende e sindacati.

I rinforzi. Ieri Manutencoop ha fatto le prove generali dell’emergenza, convocando al lavoro una ventina di dipendenti esterni ipotizzando che Copma se ne vada senza completare il passaggio della forza lavoro. Scelta che ha acceso la miccia della tensione tra le dipendenti all’esterno del Ca’ Foncello: «In questo modo hanno voluto farci vedere che non siamo indispensabili, e che se decidessimo di rimanere fuori ci sostituirebbero in un attimo» spiega una delle lavoratrici. Il problema però è un altro: «Non siamo tutte uguali, noi abbiamo una formazione specifica per la pulizia di reparti delicatissimi come le sale operatorie o gli infettivi. Ci hanno formate assieme all’azienda sanitaria, adesso ci sostituiscono con persone che non hanno le stesse competenze e che non potrebbero garantire lo stesso livello di servizio. Stiamo parlando di reparti delicatissimi, è un grosso rischio per i pazienti e i loro familiari».

Contratto rifiutato. Perché la soluzione si sblocchi sono necessari diversi passi indietro. Copma dovrebbe rinunciare a effettuare le pulizie (pur continuando la vertenza legale al Tar) e mettere a disposizione della nuova azienda la lista dei dipendenti. Manutencoop, però, dovrebbe rivedere il contratto proposto. Passare da un’azienda all’altra, infatti, è già possibile su base volontaria, ma le lavoratrici non si fidano. «Ci viene proposto un contratto diverso da quello che avevamo, è una proposta inaccettabile» spiega una delle dipendenti, «abbiamo una professionalità acquisita nel corso di anni di lavoro, e adesso ci sottopongono un contratto senza orari, senza premi, con un trattamento peggiorativo». Manutencoop ha tappezzato il Ca’ Foncello di avvisi per il “reclutamento” dei lavoratori. Non è chiaro in quanti abbiano accettato, ma secondo le forze sociali sono molti meno della metà.

Le trattative. «Abbiamo passato giorni di fuoco, e non è ancora finita» ripetono all’unisono i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil che seguono la vertenza, «per due giorni le aziende hanno lavorato entrambe ma non sappiamo fino a quando potrà continuare questo stallo. All’Usl abbiamo chiesto una sospensiva per permettere a Copma di effettuare il passaggio di consegne. Non entriamo nel merito della vertenza, ma non è una partita da giocare sulla pelle di 250 lavoratrici».


 

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