Elezioni a Treviso, il programma di Conte: «Chiudo Django»

Mario Conte lancia la sua campagna con un bus-tour nei quartieri di Treviso. Rilancio per via Pisa, Canizzano e San Giuseppe

TREVISO. Un’ora di tour ecologicamente corretto, su un minibus elettrico di Mom (noleggiato). Sei tappe in periferia, e una solo in città, in via Roma.

Con altrettante parole chiave: lavoro, sociale sviluppo, quartieri, cultura, sicurezza ambiente. Abbinati a luoghi simbolo: Santa Maria del Rovere, via Pisa, l’aeroporto Canova, l’Eden e il centro Django, Canizzano, la zona dell’ospedale e via Roma, che Conte ha battezzato il «Bronx» della città. Il simbolo è una chiave blu - ideata da Pier Giorgio Paladin di Idee Europee, con lo skyline della piazza dei Signori a fare i denti.

E il motto #siamotuttitrevigiani: «E’ quella che darò a tutti i cittadini nei miei incontri, ed è quella che mi ridaranno loro, per aprire Ca’ Sugana, con il loro voto», annuncia Conte, gasatissimo, il giorno dopo l’accordo siglato con Gentilini. che compatta il fronte dalla Lega ai centristi.



«Prima nei quartieri, non perché non considero il centro storico, ma perché le periferie sono quelle più trascurate dall’amministrazione Manildo», ha spiegato, «Noi ai dormitori, servono interventi, riqualificazioni, attività commerciali e servizi. Ho scelto simbolicamente Canizzano perché la zona più lontana dal centro, ma per me saranno tutte uguali». E ha anticipato le linee guida del suo programma, anche se attende ancora contributi dai cittadini sulla pagina Fb aperta in rete.

Mille i fronti: con annunci molto forti. «Nessuno spazio per il centro Django», ha detto Conte nella tappa all’Eden, «qui sorgerà la casa della cultura e delle associazioni, basta con il premiare l’illegalità di chi occupa, bisogna riconoscere il lavoro di chi come l’Indomita, ha fatto lavori a proprie spese, per creare spazi di comunità, a favore del quartiere, e ora magari si vede aumentare gli oneri».



Nascerà anche, tra gli 8 assessorati («resterà il numero attuale»), uno esclusivo su ambiente e qualità della vita. Uno sportello per la famiglie in crisi («anche per combattere il fenomeno delle baby gang»), la mamma card, l’educazione civica nella scuole per i bambini da parte della associazioni già disponibili («il futuro si costruisce così»), investimenti sulla sicurezza e riorganizzazione dei vigili («tre anni che la chiedo invano»), allontanamento immediato per chi non in regola, d’intesa con la prefettura.

La lotta alla criminalità nella zone più “calde”, come via Roma, il ritorno del vigile di quartiere («con tre regole: ascolto, sensibilità, vicinanza ai cittadini»). Un Conte che annuncia di voler guidare personalmente le pattuglie della polizia locale.

«Siamo accoglienti, ma solo con chi vuole integrarsi, secondo un preciso patto sociale, rispettando i nostri valori e le nostre tradizioni», ha concluso, «e se sarà sindaco voglio sostituire un giorno il cartello di controllo del vicinato con solidarietà del vicinato, perché vorrò dire che avremo risolto il problema sicurezza e potrà esserci solo il reciproco aiuto». Con i servizi erogati dai pensionati, non solo i nonni vigile.

Infine, una nuova pedonalizzazione («quella fatta dal centrosinistra ha fatto danni e penalizzato l’accesso alla città»), incentivi per le attività commerciali che possono dare lavoro, con il Comune regista di un tavolo di concertazione; una cultura «con maggior programmazione, con una qualità più alta, e che valorizzi gli artisti locali».

Una aeroporto Canova dove lo sviluppo deve favorire il turismo («Vivi Treviso per visitare Venezia») nel rispetto dell’ambiente. E mentre al mercato saluta i cittadini (molti quelli che plaudono all’accordo con Gentilini, a riprova che agli elettori le beghe interne dicono ben poco), posa anche con il suo staff: Piergiorgio Paladin, Maddalena Savini, Elena Vizzotto.

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