Elezioni a Treviso, ok alla lista Zaia-Gentilini

Treviso. La fumata bianca dopo due ore di summit al K3, anche Gobbo & Co. si adeguano Il candidato sindaco: «Ha prevalso il senso di responsabilità verso i cittadini»

TREVISO. Fumata bianca. Al K3, in due ore o poco più, nasce l’accordo elettorale fra i vertici della Lega, il governatore Zaia e Gentilini. Centrodestra compatto contro Manildo, M5S e lista Caldato. Per Mario Conte correrà anche la lista Zaia-Gentilini, un punto su cui governatore e Sceriffo, ticket inatteso dei big, vince il braccio di ferro con Gobbo, con il partito cittadino guidato da Massimo Candura e con quello provinciale del segretario Dimitri Coin, entrambi presenti ieri al K3. Di fronte alla controproposta dei gobbiana di separare le due liste, Da Re ha detto no.

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Lo Sceriffo sarà capolista e avrà un congruo pacchetto di posti per i fedelissimi Basso, Zampese, Fanton, Toni Gentilini (non per Chinellato, espulso dal Carroccio). Incarichi, assessorati, poltrone? Tutto rinviato, se si vince peseranno i consensi. C’eravamo tanto odiati, è il film andato in scena al K3. Con foto di gruppo a sancire la nuova fase (ma convivi finali separati, poi). Gli strali di Gentiliini a Conte, «traditore» in primis? I giudizi sull’immaturità politica e sull’inadeguatezza di Conte? Acqua passata.

E gli strali tra Gentilini e Coin, dopo lo strappo del Maggior Consiglio? Gli attacchi fra Gentilini e Gobbo? I veleni fra gentiliniani e gobbiani, le due anime della Lega cittadina divise sin dalla candidature alle comunali 2008? Tutto dimenticato. O almeno rimosso, fino alle urne. «Si volta pagina, c’è una nuova fase perché si deve vincere, Treviso è troppo importante». Il diktat: vietato perdere come nel 2013. La linea dura dei gobbiani ha dovuto cedere davanti al governatore Zaia, il cui intervento a gamba tesa nella campagna elettorale cittadina scompagina assetti e scenari, e si proietta sui prossimi congressi comunali e provinciali. L’asse Zaia - Gentilini sta già aggregando gli scontenti della gestione Coin.

La politica è l’arte del possibile. E dell’impossibile. E’ stato ratificato il preliminare che Toni Da Re, Luca Zaia, e Giancarlo Gentlini, con Sandro Zampese e Bepi Basso, avevano firmato alle porte di Conegliano domenica scorsa. Gobbo e i gobbiani volevano resistere, ma di fronte al segretario nathional favorevole all’apertura e al governatore, hanno dovuto far buon viso a una sorte per loro inimmaginabile fino a un mese fa. Ma dicono che Coin si sia tolto diversi sassolini con lo Sceriffo. «Una soluzione di buonsenso che unisce tutte le componenti del movimento», ha detto all’uscita Da Re, segretario nathional, « la Lega compatta ha un solo obiettivo: vincere le comunali». Dimitri Coin e Massimo Candura rilevano «il contributo che questa lista darà alla prossima tornata elettorale, importante per spodestare Manildo e mandare a casa il Pd. E solo il voto dei cittadini detterà le regole per la composizione della squadra». «Ha prevalso la responsabilità nei confronti dei cittadini», ha detto Conte all’uscita, raggiante.

«C’era bisogno di parlarsi dopo tante polemiche, ha vinto anche la voglia di uscire da un buco nero. O ha vinto la stanchezza», dice un big. Ha prevalso la Ragion di...Lega. Conte per primo, con il fedelissimo Alessandro Manera, coordinatore della campagna elettorale, ha mediato e smussato spigoli, non pochi. Al summit erano presenti anche l’assessore regionale Federico Caner, i tre segretari sezionali Giacomo Savi, Mario Tonellato e Christian Schiavon, E i candidati? «Tutti in lista, serve il pienone», è stato il ritornello. Fra lista Lega, lisa Conte per i quartieri nel caso anche nella lista Zaia-Gentilini Vale per tutti: anche per l’assessore regionale Federico Caner, per il consigliere regionale Riccardo Barbisan, per il neosenatore Massimo Candura.

Esultano gli alleati del centrodestra, in primis Forza Italia, quarta lista, che recupera lo Sceriffo perduto dopo il dietrofront di Andrea De Checchi. La quinta sarà Grande Treviso, la civica che Beppe Mauro recupera dal 2013 per rappresentare la quarta gamba di Noi Per l’Italia, Scelta Civica e Ap (ma flop alle politiche e cambi di casacca a Roma hanno indotto la svolta civica). Peccarto che Mauro volesse correre con la Lega, non con lo Sceriffo. Infine, due nodi: cosa farà Fratelli d’Italia, che voleva correre invece per Gentilini contro la Lega? E ancora Renosto e Zanini: devono trovar posto. Anche loro con Zaia & Genty?

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