Electrolux, gli immigrati lasciano l'azienda di Susegana

Susegana. Altri 40 dipendenti lasciano questa settimana, l’azienda abbassa gli incentivi

SUSEGANA. L’Electrolux, uscita dal regime di solidarietà, sta registrando un aumento delle commesse. E nello stesso tempo esaurisce tutti gli esuberi, tra l’altro senza licenziamenti, ma ricorrendo solo alle dimissioni incentivate. Per quando riguarda la produzione, dalla previsione di 775 mila frigo entro il 2018, si è passati ad un budget di oltre 790 mila, destinato a salire a 800 mila pezzi.

Tanto che l’azienda, dopo aver rinunciato ai trasfertisti di Solaro, ritenuti troppo costosi, fa venire a Susegana operai di Porcia; per il momento una decina. Non solo, il gigante del freddo, come è noto, può beneficiare di una quarantina d’ore di straordinario, un’ora da aggiungere al secondo turno, e di sabato. Intanto, però, lascia andare altri 40 dipendenti che si erano dimessi con l’incentivo dei 71 mila euro.

Le ultime uscite sono previste entro la fine del mese, quindi venerdì prossimo. Si tratta in prevalenza di donne, ma numerosi sono anche gli immigrati con cittadinanza italiana, quindi residenti da più tempo nei nostri paesi, e che lasciano la fabbrica per cercare migliori opportunità di impiego in Germania o in Inghilterra, dove si trasferiscono insieme alle famiglie.

Altri di loro, nel passato, sono rimpatriati e hanno dato vita, con i risparmi, a piccole attività commerciali o agricole. La richiesta di lasciare le linee di montaggio continua da parte di altri addetti, ma la quota incentivante è stata ridotta a 54 mila euro, proprio con l’intento di disincentivare le fughe, la quota di esuberi fissata all’inizio della crisi, nel 2014, in 230 posti di lavoro è sostanzialmente esaurita. E, per la verità, a Porcia sono addirittura 80 i lavoratori che stanno per uscire. Per il momento Electrolux non ha nessuna intenzione di riattivare le assunzioni. In fabbrica prosegue, intanto, il confronto, a volte polemico, sulla sicurezza.

Venerdì scorso è stata consegnata ai dirigenti dello stabilimento la targa in memoria di Luisa Ciampi, morta a seguito di un’esplosione. Una delegazione operaia ha chiesto che quanto resta di quella targa, recuperata dai rifiuti dopo recenti lavori, trovi una dignitosa sistemazione e che la stessa sia appesa in sala mensa «dove tutti possano vederla».

Restando in tema, o delegati della sicurezza hanno chiesto all’azienda un incontro per informazioni e chiarimenti su un opuscolo distribuito a tutti i lavoratori, relativo alla responsabilità amministrativa della società e della sua linea di comando, con particolare riferimento a temi collegati alla salute, opuscolo che fa discutere.
 

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