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Due cinquantenni si azzuffano all’uscita del bar a Vittorio Veneto

Vittorio Veneto. Calci e pugni tra due cinquantenni in pieno giorno in centro. Danneggiata la macelleria Cettolin in piazza Giovanni Paolo

Francesca Gallo
1 minuto di lettura

VITTORIO VENETO.  Litigano, si pestano e nella colluttazione sfondano la vetrata della macelleria Cettolin. Una scazzottata degna di un film quella vissuta ieri a Ceneda intorno alle 13. Protagonisti della rovinosa zuffa, due cenedesi ultra cinquantenni. I due hanno iniziato a discutere per futili motivi nel vicino bar, del quale sono clienti abituali. Usciti, dalle parole sono presto passati alle mani.

Uno ha assestato un pugno sul volto dell’avversario. Questi ha cercato di scansarsi, ma è stato spinto, ha perso l’equilibrio ed ha sbattuto con violenza contro la vetrata della macelleria. Il suo peso e la spinta l’hanno ridotta in frantumi. «Ero fuori quando hanno iniziato a pestarsi», racconta una dipendente del bar che ha assistito alla zuffa, «si sono presi a botte finché non hanno sfondato la vetrina. Solo a quel punto si sono fermati».

Leggermente ferito, con un taglio sul mento, l’uno, mentre l’altro lamentava solo una botta a una spalla. Senza parole Pierantonio Cettolin, titolare della macelleria di piazza Giovanni Paolo I. «Io e mia moglie eravamo a casa per la pausa pranzo», racconta, «quando ci è arrivata la chiamata dalla titolare del bar di fianco. Siamo corsi in negozio e abbiamo trovato la vetrina completamente distrutta. Questa non ci voleva proprio. Comunque ora chi ha procurato il danno deve prendersi le proprie responsabilità e risarcirci, Se non lo dovesse fare, faremo denuncia ai carabinieri».

I Cettolin hanno già provveduto nelle prime ore del pomeriggio di ieri a sistemare la vetrata. L'episodio ha fatto il giro del quartiere. «È andata ancora bene», commentano nei bar di Ceneda, «una banale litigata poteva finire in tragedia. I vetri taglienti della vetrata potevano provocare ferite profonde, alla fine possono ringraziare la buona sorte». A Ceneda sono intervenuti i carabinieri richiamati dalla preoccupazione dei residenti e degli esercenti. «Si tratta di un reato procedibile a querela» ha spiegato il comandante Alberto Giletti, «i due valuteranno se procedere». 

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