«Lei non paga l’Iva»: ha un malore all'Agenzia delle Entrate di Treviso

Silea. Gestore di una palestra di fitness si sente male all’Agenzia delle Entrate e denuncia il suo consulente fiscale

SILEA. Dopo le querele di due psicologhe trevigiane, ora si aggiungono quelle del gestore di una palestra di Silea e di un’impiegata dell’Inail. Si sta allargando a macchia d’olio, il caso del consulente fiscale trevigiano, Gianluigi Fogato, 62 anni, accusato di non aver versato all’erario i soldi che i clienti in fiducia gli affidavano per pagare le loro cartelle esattoriali.

Proprio pochi giorni fa, è approdato, in un’aula del tribunale, il primo caso denunciato in procura: quello della psicologa trevigiana Lorena Mazzariol e di una sua collega, che si sono costituite parte civile contro il contabile con l’avvocato Mariagrazia Stocco.

Per 23 anni, Fogato era stato il loro consulente fiscale di fiducia. Mai un intoppo, mai un pagamento in ritardo, mai una discussione. Finché un giorno alle due professioniste arrivano alcuni avvisi di accertamento e poi le cartelle esattoriali. Scoprono così che le imposte degli ultimi anni di attività non sono mai state pagate dal consulente, nonostante le clienti sostengano di avergli sempre inviato i soldi delle singole scadenze attraverso i bonifici. Il processo per appropriazione indebita nei confronti di Fogato entrerà nel vivo a gennaio dell’anno prossimo con l’audizione dei testimoni.

Ma, nel frattempo, spuntano altri casi di clienti che accusano Fogato di aver tradito la loro fiducia e di non aver versato all’erario i soldi che gli consegnavano per pagare le tasse. C’è un quarantenne, gestore di una nota palestra di Silea, per esempio, che (assistito dall’avvocato William Zampieri) ha depositato in procura, un paio di mesi fa, una querela contro Fogato.

Nell’aprile scorso, il gestore della palestra ha fatto l’amara scoperta di non aver mai versato l’Iva per la sua attività quando gli è arrivato un avviso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate. A quel punto, l’istruttore di fitness si è precipitato nella sede dell’Agenzia in piazza delle Istituzioni e quando gli è stata esibita la documentazione che attestava l’assenza di qualsiasi pagamento, che avrebbe dovuto fare il suo consulente, è stato colto da malore.

L’Agenzia delle Entrate gli ha successivamente contestato una sanzione da quasi 22.000 euro. Cinquemila euro, dopo numerose insistenze, il consulente fiscale glieli avrebbe restituiti. Ma gli altri soldi? Nulla, a dire del gestore della palestra, che si trova ora a dover pagare una sanzione da quasi 22.000 euro all’erario.

È più o meno la stessa storia denunciata da una cinquantenne trevigiana, impiegata dell’Inail (tutelata dall’avvocato Niccolò Manildo), per la quale la procura ha di recente chiuso le indagini. Anche lei, come gli altri clienti, affidava i soldi delle tasse a Fogato (che non risulta iscritto all’ordine dei Commercialisti e Revisori Contabili) che da vent’anni era il suo consulente fiscale.

Ma che i soldi non andassero a sanare la sua posizione con l’erario lo scopre soltanto nell’ottobre del 2016 quando gli viene notificato da Equitalia un preavviso di fermo amministrativo dell’auto per il mancato pagamento di una cartella esattoriale piuttosto consistente. La donna a quel punto chiede ragioni al suo consulente fiscale. Questi la rassicura. Ma poi scopre che a fronte di richieste di versamento di determinati importi con il pretesto di dover pagare tasse e imposte venivano effettivamente versate somme notevolmente inferiori e insufficienti al saldo.

Da parte sua, il legale di Fogato l’avvocato Marco Miazzi del foro di Padova si limita a commentare: «Al momento non ho notizie ufficiali di altri casi o denunce a carico del mio cliente - dice - se non quella del processo incardinato nei giorni scorsi. In ogni caso, prenderemo in esame eventuali altri casi e ci difenderemo».

 

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