Elezioni a Treviso: nasce la civica del Manildo-bis, un’Officina per il programma

Treviso. L’entomologo Vanin, l’avvocato Pietrobon, il triatleta Bernardini, i giovani Leonarduzzi e Raccamari. Capofila lo psicoterapeuta Lodde. Nella t-shirt SuperM si aggiunge l’hashtag “#secondo tempo”

TREVISO. Comincia a prendere forma la civica del sindaco Manildo, il gruppo che si salderà con Per Treviso (la lista che nel 2013 corse con leader Ofelio Michielan, poi nominato assessore ai lavori pubblici e che ha anche sport e benessere) per puntare a rafforzare il consenso attorno al sindaco uscente.

E’ certo che correrà Stefano Vanin, il famoso entomologo forense che ha una cattedra all’università inglese di Huddersfield, e che si è occupato come esperto dei più efferati delitti della recente cronaca giudiziaria. Anche lui scout nella Fse in gioventù, come Manildo.


E poi Claudio Leonarduzzi, ricercatore di Santa Bona, fra gli artefici del recente Ted e una delle anime della candidatura di Treviso a capitale della cultura 2020, arrivata in finale, ma battuta allo sprint da Parma.

E ancora, si parla di Bernardo Bernardini, mieloleso, che ha saputo alzarsi dalla sedia a rotelle e correre, e oggi è un assoluto riferimento del Triathlon Treviso (la sua storia è sul blog “finalmente corro”).

Poi gli avvocati, i colleghi del sindaco uscente. In lista quasi sicuramente ci sarà il penalista Stefano Pietrobon – già attivo nel comitato per il sì al referendum istituzionale – ma si parla di altri legali illustri corteggiati dal primo cittadino.

Sul fronte dei giovani sarà schierato Marco Raccamari, 19 anni, maturando al Da Vinci, figlio del noto commercialista Vittorio, già presidente dell’Ordine provinciale.

Coordina la lista civica, ma sarà anche candidato, Jacopo Lodde, psicologo, psicoterapeuta e allenatore di basket, molto amico di Manildo e simbolo di quella Treviso civica, moderata, storicamente e politicamente magari non di centrosinistra, ma che vede negli ultimi 5 anni di amministrazione una sorta di «svolta della città», e ora si schiera a fianco del sindaco uscente.

Ed è evidente che il primo cittadino ritiene strategico il consenso pescato al di fuori del perimetro politico del centrosinistra - tanto più adesso, con il vento politico generale non più favorevole com e nel 2013 – compito affidato anche a “Treviso civica” di Rosi & Co e a “Treviso è” di Camolei.

E intanto, Manildo ha fatto ristampare la magliette blu - quella di Super Man, con la lettera M in bella evidenza - aggiungendo una piccola scritta “io voto Manildo” con sotto l’hashtag #secondo tempo.

«Cinque anni fa sono piaciute molte, hanno portato bene quella volta, siamo convinti che porteranno entusiasmo» dico al quartier generale.

Altro perno della campagna elettorale di Manildo sarà «Officina Treviso», una sorta di cantiere polifunzionale che avrà il compito di elaborare il programma e di accogliere contributi di testimonial, imprenditori, professionisti, scrittori, associazioni, gruppi, personalità non necessariamente candidati nelle diverse liste, e che dovrebbe raccontare i 5 anni di amministrazione di Manildo e del centrosinistra.

Intanto, sabato 24 marzo, il primo test ufficiale sul campo. In tutti i sensi, visto che l’appuntamento per il lancio della campagna elettorale, con la coalizione, è al campo sportivo di Sant’Angelo alle 17, a Santa Maria del Sile all’angolo fra via Sant’Angelo e via Tandura. La metafora calcistica è indubbiamente quella scelta da Manildo.

 

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