Ponte Priula, cipressi abbattuti: «Uno sfregio alla rimembranza»

Otto alberi “sacrificati” per fare spazio all’innesto della bretella che sarà aperta fra tre mesi a Susegana

PONTE DELLA PRIULA. Proseguono i lavori per la costruzione della passerella sul Piave. Sarà pronta, presumibilmente, per giugno, quando chiuderà per ristrutturazione il vecchio ponte.

L’impresa dell’Anas ha messo mano, in questi giorni, al viale delle Rimembranze che porta al Monumento dei caduti, in particolare della Brigata Marche, protagonista, cento anni fa, dell’azione di minamento della struttura. Il cantiere, oltre alla rimozione della lapide, ha comportato il taglio di otto cipressi. È da questo sito, infatti, che partirà la bretella alternativa all’attuale manufatto: dopo essere salita sull’argine, scenderà nel letto del Piave e lo attraverserà a 3 metri di quota, per poi risalire dal lato opposto. Immediate le reazioni sui social. È intervenuto anche Diotisalvi Perin, del comitato “Imprenditori Piave 2000”. «Si è profanata un’area sacra», ha dichiarato ieri pomeriggio dopo una ricognizione.

A parte l’abbattimento dei cipressi, è stato tolto il lastricato del monumento, mentre la lapide, asportata a suo tempo, si trova nei magazzini comunali. Sul terreno le tracce di passaggio delle ruspe. «Non lasceremo passare questo insulto – anticipa Perin - lo denunceremo alle autorità di competenza».

Il sindaco di Susegana, Vincenza Scarpa, dal canto suo, stempera i toni: «Ancora nel 2014, quando il progetto è passato al vaglio del Comune – ricorda – noi abbiamo presentato delle osservazioni per chiedere che il viale, a fine cantiere, ritornasse com’era: con il monumento, tutti i cipressi, il lastricato e la pista ciclopedonale». In effetti, in data 29 settembre 2014, in una lettera alla Provincia di Treviso e all’Arpav, l’allora amministrazione chiedeva di prevedere «quali opere di progetto, anche il completo ripristino della pavimentazione in pietra e ciottoli e il riposizionamento del monumento e dell’impianto di illuminazione dell’area monumentale, nonché dei cipressi».

«Ricordo che al tempo – puntualizza il sindaco Scarpa – nessuno, proprio nessuno di chi oggi protesta, intervenne per osservazioni nel merito». Il documento del 2014 esplicita anche numerose altre proposte per rendere meno problematico l’attraversamento del Piave, non solo alle auto, ma anche ai numerosi ciclisti e pedoni.

L’Anas – come conferma il sindaco - ha dato la più ampia assicurazione che a fine cantiere sarà ripristinato il contesto monumentale così com’era, cipressi compresi. Quanto, in particolare, agli alberi, il sindaco ricorda che già a suo tempo il Comune ne ha abbattuti sei che erano ammalati e che rischiavano di cadere, sostituendoli con piante della stessa altezza. L’impresa dell’Anas, intanto, incontra sempre sorprese. Nei giorni scorsi ha intercettato nel letto del fiume pericolosi ordigni che sono stati prontamente rimossi. «Questi interventi, però – conclude il sindaco – sono destinati a ritardare i tempi del cantiere».
 

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