Una casa per i pescatori nell’ex stazione di Ponte

Inaugurata la sala didattica voluta dall’associazione "La Marcandola": «Azioni di tutela anche per il Piave» 

PONTE DI PIAVE. La pesca è un'attività legata inscindibilmente alla cultura e alle usanze dell'uomo, una pratica che al giorno d'oggi permette alle persone di immergersi nella natura e staccare dallo stress quotidiano. E proprio a a Ponte di Piave apre la “casa dei pescatori” dell'opitergino mottense. E' stata inaugurata venerdì mattina, presso i locali dell'ex stazione ferroviaria del capoluogo, la Sala didattica e punto d' informazioni per la pesca ricreativa. Uno spazio dedicato alla cultura ittica, alle specie che vivono nei nostri fiumi, al modo corretto di pescare senza danneggiare la natura e al rispetto dell'ambiente. Un polo importante che viene a sorgere sulle sponde di uno dei fiumi più importanti d'Italia, sia da un punto di vista storico che naturalistico.

Il Piave percorre la Provincia di Treviso da nord al sud. Nel tratto di pianura della Marca, il fiume sacro alla Patria ha una velocità di corrente elevata, ma meno impetuosa rispetto alla fascia montana ed è l'habitat perfetto per il Barbo, il Cadevano, il Triotto, la Lasca e la Scardola. Un bene prezioso a rischio, diverse le segnalazioni nell'arco dell' anno per la carenza idrica del Piave, i mesi estivi passati sono stati molto difficili. «In questi giorni sta piovendo, in diversi si lamentano, il sottoscritto no-ha dichiarato l'assessore regionale alla pesca e acquacoltura, Giuseppe Pan, presente all' inaugurazione-la pioggia è un toccasana per i fiumi. Come Regione facciamo del nostro meglio per la tutela i nostri bacini idrici. Ogni anno lanciamo un bando e finanziamo i progetti proposti che più rispecchiano la protezione e la valorizzazione della pesca e dell'ambiente. Sono felice di essere qui presente». La nuova sala didattica è stata resa possibile dalla collaborazione del Comune di Ponte di Piave che ha destinato i locali e l' A.S.D. La Marcandola che ha partecipato al bando regionale ottenendo il finanziamento per il restauro dei locali e la realizzazione del punto didattico-informativo. L'associazione, fondata nel 1966, conta circa 350 associati in tutto il territorio dell'opitergino mottense, di cui 40 sono under 18; iscritta al registro nazionale del Coni è affiliata alla Fpsas dall'anno della sua fondazione.

La Marcandola da circa 15 anni mette a disposizione i suoi associati per l'organizzazione di corsi ambientali annuali e di scuole di pesca rivolte agli studenti di elementari e medie dei paesi limitrofi, con la supervisione di istruttori federali abilitati all'insegnamento. Grazie all'aula didattica, provvista di pannelli informativi, proiettore e tutti gli strumenti utili alla divulgazione dell'importanza dei pesci e della pesca, la missione verso le nuove generazioni sarà più semplice. Il polo sarà utile a tutti coloro che vogliono avvicinarsi o riavvicinarsi alla pesca, rimarrà aperto tre giorni alla settimana, il mercoledì dalle 15 alle 17, il giovedì dalle 21 alle 23 e il sabato dalle 10 alle 12. «Associare la pesca sportiva alla vita non è casuale-ha ricordato il sindaco Roma-il tempo scorre come l'acqua del fiume e per noi, gente del Piave, il silenzio della pesca riporta alle tradizioni. Con gran piacere abbiamo appoggiato il progetto presentato dalla Marcandola, trasformando l'ex stazione in un punto di riferimento per l'intero opitergino mottense».


Presenti all'inaugurazione i bambini di IV elementare di Levada, il presidente della Provincia di Treviso Stefano Marcon, l'assessore regionale Giuseppe Pan, il presidente provinciale Fipsas Flores Modolo, il presidente Mirco Rossi e i volontari dell'associazione la Marcandola e l'amministrazione comunale.
 

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