Il prefetto scrive al sindaco venetista di Santa Lucia: «Rispetti le norme»

Santa Lucia di Piave. La missiva chiede comportamenti più consoni al ruolo Lui: «Io mi schiero con i cittadini, non con il sistema»

SANTA LUCIA. Alcune posizioni prese dal sindaco Riccardo Szumski sarebbero quasi in contrasto con la Costituzione. Il prefetto di Treviso ha quindi invitato il primo cittadino di Santa Lucia di Piave ad avere dei comportamenti più consoni rispetto al ruolo che ricopre. Nella lettera - una missiva personale di sensibilizzazione, non un provvedimento formale - sono stati evidenziati una serie di atteggiamenti ritenuti non adeguati alla sua veste di rappresentante di quello Stato contro il quale spesso punta il dito. Insomma, un invito, non un provvedimento.

Non ci sono, al momento, sanzioni in vista, benché gli “atti contrari alla Costituzione” siano una delle motivazioni che, teoricamente potrebbero far decidere al Ministero dell’Interno di rimuovere un sindaco. Il diretto interessato ha deciso di comunicare le proprie opinioni al riguardo anche sui social network. «Ho sempre rispettato le leggi e non ho mai fatto nulla di illegale – sostiene Szumski - non sono un politico nominato, sono stato votato dai miei cittadini. So di fare parte di un ordinamento costituito, ma se il livello che mi compete viene sopraffatto in svariati modi dal sistema, io mi schiero con i miei cittadini, non con il sistema. I miei cittadini mi hanno sempre votato per quello che ho fatto e come mi comporto».

La lettera personale inviata dal Prefetto, diventata pubblica per le esternazioni del sindaco, è una sensibilizzazione a rientrare nei ranghi, evitando di alimentare attacchi allo Stato. L’ultima occasione di polemica era stata un veicolo abbandonato da tempo in un’area residenziale a Bocca di Strada, che sollevato proteste da parte dei residenti.

Per il sindaco Szumski era diventato un motivo per attaccare l’apparato burocratico. Da anni il primo cittadino (che ha dichiarato di non aver fiducia verso nessun partito presentatosi alle ultime elezioni politiche, “tanto meno la Lega che qui a Santa Lucia mi ha contrapposto un altro candidato cercando di frami fuori”) ha intrapreso una battaglia personale contro gli apparati centrali su una moltitudini di questioni. Le sue posizioni da italiano di origine polacca ma di anima veneta sono note. Anche nelle occasioni ufficiali, come ad esempio alla Fiera Millenaria di Santa Lucia, il sindaco non indossa più la fascia tricolore ma quella con il leone di San Marco. Nemmeno però quando brandì un forcone in consiglio comunale “contro lo Stato” e “a difesa degli operai Electrolux”, nel novembre 2013, vennero presi provvedimenti nei suoi confronti.

A novembre aveva comunicato al Ministero dell’Interno il rifiuto di ogni progetto di accoglienza di profughi e la restituzione di 5 mila euro di contributo. In una delle sue ultime lettere aperte, indirizzate a Governo, Parlamento, Anci e Prefetture, aveva usato toni di fuoco: «Mi viene voglia di fronte a tanta incapacità, ignavia e mala fede (riferendosi ai “centri romani”) di andare a ripetizione da qualche patriota altoatesino del secolo scorso per incominciare a mandare qualche boato che scuota realmente dalle fondamenta il Palazzo».
 

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