Ladri di Bibbie e guide alla libreria del centro di Castelfranco: «In fumo 10 mila euro»

Castelfranco. Ogni anno furti pari allo stipendio di un impiegato part time Si ruba di tutto: manuali, ricettari esotici, volumi d’arte

CASTELFRANCO. Diecimila euro, pari allo stipendio di un impiegato part time che potrebbe assumere ma che, visto quanto accade, non ci si può permettere. A tanto ammonta il valore del furto dei libri che avviene ogni anno alla libreria Ubik in via Garibaldi. Una situazione ormai insostenibile anche perché è di molto superiore al dato dei furti “fisiologici” che avvengono nelle altre librerie.

Ma a far sbottare la titolare Clara Abatangelo con un lungo post su Facebook senza peli sulla lingua è la tipologia dei testi che vanno particolarmente a ruba, nel vero senso della parola. È lei stessa a descriverla e commentarla: «Libri d’arte, di fotografia, architettura, design, di viaggio, di montagna, di cucina (bello fare gli splendidi coi sacrifici degli altri, eh? Spero che almeno guardiate le figure, male non vi fa). Ricettari esotici e carissimi, guide dei vini, dei ristoranti, delle birre, delle osterie e delle pizze gourmet (che vi vada di traverso il Traminer, che il Maalox sia con voi).

Manuali di qualsiasi cosa sia stata inventata, dal giardinaggio al disegno, dall’allevamento del boston terrier ai nodi marinareschi (spero almeno per utilizzo bivalente, ma che facciate cilecca). Bibbie, vangeli e messalini come sempre, come se il settimo comandamento fosse un’opzione (ma Dio non dovrebbe guardarvi sempre? Poi almeno andate a confessarvi?)» .

Insomma non testi popolari che magari potrebbero indurre in tentazione i più, ma quelli preferiti da una clientela a cui, si presume, non manchino le disponibilità economiche. «E questo quello che fa più male», spiega Clara che in questa libreria, assieme ai suoi fidi collaboratori, ha riversato una grandissima passione, «tra i furti non ci sono serial fantasy, libri per ragazzi o di ampia diffusione, ma testi particolari che possono interessare una clientela, diciamo così, abbiente».

A malincuore ora dovrà adottare dei sistemi antitaccheggio. Già perché finora, per scelta, alla Ubik di Castelfranco non c’erano: «Non mi andavano giù, per tanti motivi, anche ideologici. Quando abbiamo aperto tre anni fa abbiamo subito adottato modalità che dovevano scongiurare il furto. Prima di acquistare puoi sfogliare il libro con comodo, capire se è davvero di tuo interesse, niente cellophane per acquisti a scatola chiusa. L’hai acquistato ma ti accorgi che è un regalo doppio o per qualunque motivo lo vuoi restituire? No problem, c’è il reso a vita. Non hai i soldi per pagarlo al momento? Lo puoi fare a rate. Ecco, nonostante tutto questo, c’è chi invece fa il furbo, pardon, il ladro».

La cosa lascia l’amaro in bocca soprattutto perché la Ubik in questi anni si è caratterizzata ben di più che una rivendita di libri: «Abbiamo messo a disposizione una sala aperta a tutti gratuitamente. Il che non vuol dire che non abbiamo spese per questo, ma ce le accolliamo noi. Siamo aperti fino a mezzanotte. Organizziamo incontri con l’autore che per amicizia chiedono il compenso di una pizza, anzi spesso se la pagano loro. Ci abbiamo messo passione e cuore. Ma dover vendere almeno trentamila euro di libri all’anno per ritornare in pareggio con i furti non è giusto».
 

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