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Elezioni a Treviso:Gentilini in campo con la Lega Nord contro Manildo

Treviso. Il governatore conferma la sua mediazione tra lo “sceriffo” e il Carroccio Da Re: «Alleanza importante, pronti a riservare due assessorati ai gentiliniani»

di Alessandro Zago
2 minuti di lettura

TREVISO. Elezioni comunali di Treviso, Giancarlo Gentilini apre al dialogo con la Lega per un centrodestra compatto contro Manildo «ma a patto che al tavolo della trattativa si sieda come garante Luca Zaia».

E la risposta di Zaia non si fa attendere: «Se Gentilini chiama rispondo “presente”. Ma sia chiaro, a quel tavolo sarò seduto nel rispetto dei ruoli che ognuno ha. Non vivo Gentilini come un problema: è sempre stato esuberante, però stiamo ancora raccogliendo i frutti di quello che ha fatto come leghista. A Treviso ci sono stati 10 grandi anni di governo con Gentilini sindaco e altri 10 grandi anni di governo con Gobbo sindaco».

Ma anche il segretario nazionale (regionale) Gianantonio Da Re è pronto al dialogo: «Ho sempre confidato che, alla fine, Gentilini potesse rientrare nella grande alleanza del centrodestra unito per le elezioni comunali. E ora lavoreremo per questo, insieme. Sarebbe contro natura, se Lega e Gentilini corressero divisi». E Se accordo sarà, in caso di vittoria sul centrosinistra di Manildo, «ai gentiliniani potrebbero arrivare anche due posti in giunta», dice Da Re.

Insomma, dopo mesi di polemiche e attriti tra Carroccio e “sceriffo” soprattutto in merito alla scelta di candidare sindaco Mario Conte, ora Gentilini, dopo aver soppesato la netta vittoria elettorale della Lega alle politiche del 4 marzo, ha deciso di trattare, «ma a patto che al tavolo della trattativa sieda in qualità di garante il governatore Luca Zaia», ha detto Gentilini come premessa fondamentale.

E lo stesso Da Re si è messo subito in moto con il governatore per preparare il grande incontro, al quale sarà ovviamente presente anche il segretario provinciale del Carroccio Dimitri Coin, il quale, pur appena eletto in parlamento, resterà in carica come segretario fino a dopo le municipali di fine maggio (e con il ballottaggio si arriva a metà giugno). A mediare il difficile riavvicinamento tra Gentilini e Lega, è stato quello che era il potenziale candidato sindaco dei gentiliniani contro Conte, ossia Sandro Zampese.

Come finirà? Coin è sempre stato piuttosto rigido, nei confronti di Gentilini, a partire dalla clamorosa lite pubblica tra i due del 2016 a una cena elettorale al Maggior Consiglio. E dopo le politiche del 4 marzo Coin ha fatto capire che la Lega, insieme a Forza Italia e alleati vari, può tranquillamente presentarsi alle comunali senza Gentilini. Ma è stato un atto di orgoglio: alla Lega conviene ancora avere Gentilini con sé, come ai gentiliniani conviene, piuttosto che correre da soli sicuri di perdere, cercare concretamente di battere Manildo insieme alla Lega.

E se Manildo verrà sconfitto? «Uno, ma anche due posti in giunta andrebbero a Gentilini e ai suoi», dice Da Re, «Perché tutti insieme, un grande centrodestra compatto, possiamo battere Manildo al ballottaggio. La Lega ci sarebbe finita lo stesso, al ballottaggio contro Manildo, ma tutti insieme è meglio». Zaia garante dell’accordo, perché di lui Gentilini si fida ciecamente, ma il problema è che la Lega metterà eccezionalmente in campo anche la Lista Zaia, per le comunali di Treviso: come farà a convivere con la Lista Gentilini in caso di alleanza? «Credo che sia meglio far correre solo la Lista Zaia», commenta Da Re, «Con un posto da capolista riservato a Gentilini, che però vedrei meglio come capolista della lista della Lega. Mentre i gentiliniani potrebbero trovare posto in entrambe queste liste. Ma ne parleremo a tempo debito. A me ora interessa incontrare Giancarlo».


 

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