Due nuovi park multipiano a Treviso

Treviso. Illustrato in consiglio il piano degli interventi, oggi si adotta. Nasce la strada Stiore-ex Pagnossin

TREVISO. Una nuova bretella a Sant’Angelo, per salire in tangenziale se si arriva da Canizzano. Un’altra che dallo svincolo sotto la tangenziale, dall’altro lato, per chi arriva da Silea e San Lazzaro, consentirà di deviare il traffico da S.Maria del Sile.

E poi la grande bretella a Ovest, da dietro le Stiore fino all’ex Pagnossin, passando per la TrevisoServizi, destinata a portare via da San Giuseppe i flussi che oggi intasano la Noalese.


Sono le nuove strade spuntate ieri, sulle tavole del piano degli interventi approdato in aula per l’adozione, dopo che il presidente del consiglio Franco Rosi aveva respinto, con il supporto del vicesegretario generale Maurizio Tondato, due pregiudiziali presentate da Sandro Zampese (Lega).

Le 4 R. «E’ il piano degli interventi delle 4 r», hanno detto il sindaco Giovanni Manildo e l’assessore Marina Tazzer, «Recupero, riutilizzo, rigenerazione, riqualificazione». Urbana, paesaggistica, idraulica, anche commerciale. Con premi ed incentivi, nelle zone di completamento, per chi costruisce sul demolito, chi offre altra efficienza energetica, chi offre opere pubbliche in contropartita o chi cede al demanio comunale pezzi di terreno da destinare a verde e piste ciclopedonali.

I parcheggi. Altri due contenitori multipiano a silos, sono emersi ieri. Uno all’ex Telecom dietro la stazione, un altro nel complesso dell’ex consorzio Agrario.

Verde e parchi. Anche qui una novità il parco della risorgive nell’area del Pegorile, nell’accordo con la Basf dietro strada Ovest. E poi Storga, Botteniga, ma anche nuovi boschi urbani

Le conferme. Sono due, e significativamente aprono il capitolo del Pat sulle scelte strategiche: il quarto lotto della tangenziale, e il completamento del Terraglio Est.

I numeri. Li ha forniti l’assessore Tazzer: 1 milione di metri cubi sottratto rispetto al Prg 2001 (1,1 milioni contro 2,1 milioni allora). Ben 61 ettari di suolo salvati. Dimezzati gli abitanti teorici in più: da 11.000 a 5.800.

Le aree chiave. Ben 19, fra ex industrie (Pagnossin, De’ Longhi, Stiore), ex caserme (Salsa), ex complessi svuotati (consorzio, Simonetti, Enel, Cuor, bastioni Camuzzi, TrevisoServizi). Da definire con accordi pubblico privati.

Difesa del suolo. Non solo lo stop al consumo di suolo, ma la sostenibilità idraulicadei nuovi progetti verrà considerata prioritaria.

Meno burocrazia. Il sindaco Manildo ha sottolineato la flessibilità nel cambio delle destinazioni d’uso, l’assessore Tazzer l’eliminazione della monetizzazione degli standard urbanistici di park per chi ha attività commerciali fino a 250 mq;

Centro ripopolato. Manildo ha sottolineato un punto che gli sta a cuore: l’aver inserito l’obbligo di destinare a edilizia convenzionata una percentuale(fra il 20 e il 40%) dei nuovi complessi del centro storico.

Quartieri. Rilancio, con nuove centralità urbana, ma anche il riarmonizzare le zone intermedie fra centro e periferie, scandite dai percorsi a raggera di mobilità alternativa e verde delle ciclopedonali.
 

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