A Treviso. Ottomila alunni senza vaccini Partono le lettere di richiamo

Treviso. L’Usl avviserà entro il 20 marzo le famiglie dei ragazzi che sono inadempienti in tutto o in parte  «Ma solo duemila sono realmente no-vax, registriamo un forte aumento delle coperture»

TREVISO. Vaccini obbligatori: in provincia di Treviso risulta che 8.000 bambini non sono in regola con le profilassi introdotte dal decreto Lorenzin per gli alunni da 0 a 16 anni. Di questi, 6.000 sono i minori “esitanti” che hanno sì iniziato il ciclo vaccinale, ma non l'hanno ancora ultimato. Altri 2.000 bambini, invece, sono “inadempienti totali” e i loro genitori hanno rifiutato in toto le vaccinazioni.

Questi gli ultimi dati elaborati dall'Usl di Marca, ora impegnata in un nuovo richiamo delle famiglie inadempienti. C'è ancora un po' di tempo per non incorrere nelle sanzioni, visto che il termine fissato per oggi, 10 marzo, è stato prorogato al 30 aprile per il Veneto. Nelle prossime settimane i dipartimenti di prevenzione trevigiani torneranno quindi alla carica per cercare di recuperare ancora terreno.


I soggetti in mora riceveranno entro il 20 marzo una lettera di ammonimento. A quel punto le famiglie avranno 10 giorni (fino al 30 marzo) per vaccinare i bimbi o presentare a scuola il certificato di esonero. «In provincia di Treviso ci sono poco più di 130.000 bambini destinatari delle vaccinazioni obbligatorie e circa il 6% di questi ci risulta attualmente scoperto in tutto o in parte», spiega Sandro Cinquetti, a capo del dipartimento di prevenzione e coordinatore del team vaccinale provinciale. «Confido che in quest'ultima fase ci sia un'ulteriore adesione alla profilassi, stimolata dalle prossime scadenze», aggiunge Cinquetti.

C'è da sapere che la legge non fa differenza tra inadempienti totali e parziali. «Le sanzioni scatteranno comunque», sottolinea il dottor Cinquetti «ma è vero anche che, i bimbi da 0 a 6 anni, potranno proseguire la frequenza scolastica in nidi e scuole dell'infanzia documentando di aver preso appuntamento con l'Usl per la vaccinazione».

Il trend di risposta dopo l'introduzione dell'obbligo appare comunque buono. «La legge ha contribuito a incentivare le profilassi aumentando le coperture ma, più in generale, possiamo dire che già prima della normativa era in atto un recupero importante, specie per il morbillo, a partire dal 2014», aggiunge Cinquetti.

Qualche sofferenza in più permane nell'Asolano, zona che più di tutte risente di influenze no-vax. «In quest'area l'adesione vaccinale ha maggiori difficoltà nei soggetti più piccoli e per il vaccino Mprv (morbillo, parotite, rosolia, varicella). A volte si tratta di una esitazione vaccinale che spesso sfocia solo in un ritardo. Abbiamo però delle piccole quote di genitori irriducibili che non hanno ancora avviato il ciclo», aggiunge il primario.

Fino all'ultimo i sanitari continueranno a lavorare per stimolare i genitori più scettici. «Il nostro principale obiettivo non è dare le multe, bensì, con la pazienza di Giobbe, aspettare anche l'ultimo residuo di convincimento e fornire alle mamme e ai papà dubbiosi tutte le informazioni necessarie per fugare le perplessità e procedere al ciclo vaccinale», conclude Cinquetti.

Per chi non si adeguerà scatterà la sanzione amministrativa (dai 100 euro ai 500 euro). Il pagamento della multa non permette comunque l’accesso a nidi e asili, non solo per l’anno di accertamento dell’inadempimento, ma anche per gli anni successivi, a meno che non ci si metta in regola. Insomma, per chi non si adegua le conseguenze si potranno avere anche negli anni futuri.


 

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