«Non voglio accanimenti», anziana di Vittorio Veneto si lascia morire

Ha scritto il suo biotestamento ben nove anni fa e ha preteso fosse rispettato. Ex dipendente comunale di Vittorio Veneto rifiuta tutte le cure: solo acqua e succhi di frutta  

VITTORIO VENETO. Un’anziana signora, di origini vittoriesi, e della bella età di 88 anni, si è lasciata morire, nella sua solitudine, così come aveva desiderato.

Questo, infatti, il suo testamento biologico: “Io sottoscritta, nata a Vittorio Veneto, in pieno possesso delle mie facoltà mentali e in totale libertà di scelta dispongo quanto segue: in caso di malattia, o lesione traumatica cerebrale irreversibile o invalidante, chiedo di non essere sottoposta ad alcun trattamento terapeutico di sostegno nutrizionale o idratante. Queste mie volontà dovranno essere assolutamente rispettate dai medici che si prenderanno cura di me».

E così è accaduto, stando a quanto scrive Qdpnews. I medici, per la verità le hanno tentate tutte per convincerla a lasciarsi curare. Ma l’anziana è stata determinata, sino alla fine.

Non si era ammalata, da tanto tempo, solo dallo scorso mese di gennaio, ma da allora non ha più voluto alimentarsi, si è accontentata di bere acqua e succhi di frutta, al massimo qualche vitamina consigliata dai sanitari. Una determinazione perfettamente cosciente; l’interessata era un’ex dipendente pubblica.

Ma ormai in condizioni di grave debilitazione, all’ultimo attacco, la scorsa notte, è deceduta. Chiusa in casa, ormai incapace di alzarsi dal letto, non ha voluto sentir consiglio da chi l’ha perfino supplicata di rinunciare a quella sua volontà manifestata ancora nel 2009 di essere lasciata andare verso la fine, sena alcun accanimento.

Era sola al mondo, non aveva parenti neppure lontani, pare si confidasse esclusivamente con un’amica, residente nel Modanese.

L’assistenza, nelle misure indispensabili, gliela garantiva una conoscente, più giovane, che dal canto suo si è impegnata a rispettare puntualmente le sue volontà. Solo nei giorni scorsi l’anziana aveva accettato un breve trasferimento per un’ecografia, facendosi trasportare in carrozzina, in un centro medico specializzato.

Quando un medico le si è presentato recentemente per una visita in casa, ha permesso soltanto che le venissero fatti i prelievi del sangue e la Tac. Gli esiti non li aveva ancora ricevuti. È morta prima e Qdpnews pubblica le foto dei fogli in cui la stessa anziana aveva manifestato la volontà di andarsene, e lo aveva fatto con una calligrafia solo un po’ incerta, ma rivelatrice di una determinazione priva di alcun tentennamento.

«Ogni persona capace di agire», afferma la legge sul biotestamento, in applicazione da poche settimane, «ha il diritto di rifiutare, in tutto o in parte, qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico per la sua patologia o singoli atti del trattamento stesso».
 

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