Droga, preso il grossista del centro di Treviso

Treviso. Dopo un mese di pedinamenti la polizia locale arresta un nigeriano di 24 anni che riforniva via Orioli e i giardini di S. Andrea

TREVISO. Pedinato per un mese, lo hanno incastrato martedì sera, all’ora di cena, appena uscito dal suo appartamento lungo il Put. Lui, un nigeriano richiedente asilo classe 1994 (K.L.) è considerato il grossista degli spacciatori del centro. Martedì sera ha reagito mettendo le mani addosso a tre agenti di polizia locale, ma alla fine è stato arrestato e condotto alla casa circondariale. Ieri è stato condannato a due anni di reclusione (pena sospesa) e 5.700 euro di multa. All’interno dell’appartamento sono stati ritrovati 600 grammi di marijuana pronta a essere immessa sulla piazza dello spaccio, nascosti in un armadio. Tutta la merce è stata confiscata.

Il blitz. L’operazione è stata completata dopo un mese di appostamenti e pedinamenti da parte dei vigili, in divisa o in borghese. «Avevamo capito che in quell’edificio poteva nascondersi un pezzo grosso dello spaccio a Treviso, un grossista in grado di rifornire la rete di spacciatori nelle zone di via Orioli, stazione ferroviaria, giardini di Sant’Andrea» spiega il comandante della polizia locale, Maurizio Tondato. Così alle 19.30 di martedì comincia il blitz. L’uomo esce di casa in bicicletta e viene fermato da tre agenti che lo stavano attendendo. Prova a fuggire, segue una colluttazione con calci, spintoni e insulti, ma alla fine il nigeriano richiedente asilo è bloccato e scattano le manette ai suoi polsi. Gli agenti hanno riportato ferite di lieve entità, e non vengono allertati i soccorritori del Suem 118. Addosso gli trovano 25 grammi di marijuana. Non oppone resistenza quando gli agenti lo ammanettano ed entrano nell’appartamento che si affaccia sul Put.


La scoperta. Nell’alloggio, per il quale il richiedente asilo paga un regolare affitto a un proprietario di Trieste, vivono altre cinque persone, tre uomini (uno con precedenti) e due donne, suoi connazionali regolari sul territorio con un “permesso di ospitalità”. Grazie al fiuto del cane Hitch vengono scoperti i 600 grammi di marijuana nascosti negli armadi (valore al commercio circa 6 mila euro), denaro contante per 1.300 euro (parte dei quali nascosti sotto la cintura), oggetti di valore (tra cui un televisore a schermo ultrapiatto e altri dispositivi tecnologici di ultima generazione), una carta di credito con 2.500 euro, cinque telefoni cellulari, un bilancino, una dose di cocaina. Ufficialmente, l’uomo era nullatenente. «Crediamo che il soggetto in questione avesse altri collegamenti importanti, per questo le indagini continueranno» spiega Tondato, «alla ricerca di altri profili influenti per quanto concerne lo smercio di droga cittadino». L’uomo, che era già stato denunciato per spaccio nel luglio 2017, ora è stato denunciato per lo stesso reato e per danneggiamento, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale.

Nuovi controlli. L’operazione dei vigili è stata salutata con favore dal vice sindaco Roberto Grigoletto, che promette di non abbassare la guardia nelle zone della città considerate più a rischio e al cui interno si muoveva anche lo spacciatore arrestato martedì sera. «I controlli sono quotidiani, non ci fermiamo qui» spiega Grigoletto, «questo arresto è frutto di un’attività di indagine della polizia locale che è durata per oltre un mese. L’obiettivo a questo punto è “alzare il livello”, cercare cioè di arrivare ai capifila di queste attività, trovando via via soggetti sempre più influenti».

 

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