Aumentano i senza dimora «I comuni vicini ci aiutino»

Appello del vicesindaco nel giorno dell’open day al dormitorio di via Pasubio «Noi e la Caritas mettiamo in campo 46 posti, ma la lista d’attesa si allunga»

«Nessuno a Treviso rimarrà a dormire fuori al freddo. Ma il dormitorio per i senza dimora di via Pasubio da solo non basta più. Il Comune di Treviso sta facendo la sua parte. Serve però un impegno in rete con gli altri Comuni della Marca ai quali dico: incontriamoci, mettiamo ciascuno una quota e contribuiamo alle necessità di chi non ha un tetto dove stare né un pasto da consumare».

Il dormitorio per i senzatetto all’ex scuola Marconi di Santa Maria del Sile, gestito dalla cooperativa La Esse, ha aperto ieri per tre giorni le porte alla città, chiedendo ai trevigiani di farci visita e ai volontari di dare una mano ad abbellire la struttura. Ed è qui, tra decine di mani generose, che il vice sindaco di Treviso, Robello Grigoletto, lancia il suo appello agli altri comuni trevigiani. Per dire di iniziare a fare fronte comune sull’emergenza sociale dei senza dimora. Una piaga che di certo non conosce confini comunali. I numeri parlano chiaro. Sono una cinquantina oggi i senza dimora che trovano un posto dove passare la notte solo ed esclusivamente in città. Ventidue in via Pasubio, altri venti accolti alla Caritas in via Venier e altri quattro posti letto al dormitorio comunale di via Risorgimento. In più per affrontare l’emergenza freddo in arrivo da questa sera anche la parrocchia di San Martino insieme alla comunità di Sant’Egidio ha messo a disposizione i locali sotto la chiesa con altri 15 posti letto. I numeri dunque continuano a lievitare: «Abbiamo contribuito ad aiutare le associazioni per provare ad affrontare l’emergenza freddo visto che il problema è urgente – continua Grigoletto – ma vediamo che la lista dei senza dimora si allunga. Anche per questo, grazie a un accordo con Caritas e in collaborazione con la parrocchia di Santa Maria del Sile, dall’anno scorso per la prima volta abbiamo deciso di tenere aperto il dormitorio tutti i mesi dell’anno. Confermiamo che anche quest’anno rimarrà sempre aperto». La marginalità dei senza fissa dimora a Treviso da anni ormai parla anche italiano. Sebbene la fila di coloro che chiedono un letto per la notte continui ad allungarsi sempre di più, anche per la presenza dei profughi che hanno ottenuto lo status di rifugiati e «hanno il diritto a restare in Italia», mette in chiaro il vice sindaco. Ma a bussare alla porta dei servizi sociali e dei dormitori di Treviso ci sono anche sempre di più padri di famiglia separati. Rimasti senza casa e senza lavoro: «L’emergenza della marginalità estrema è aumentata a causa della crisi economica» spiega Grigoletto, «ci sono uomini separati in piena difficoltà lavorativa e abitativa in carico ai servizi sociali del territorio».


In fila per un posto letto anche giovani soli che non hanno trovato un lavoro. O chi è finito nel tunnel di una qualche dipendenza. Ma se cresce il numero di chi in città chiede aiuto per la notte, aumentano pure i trevigiani pronti a tendere una mano. Con una cinquantina di volontari in prima linea solo al dormitorio di via Pasubio. Con i giovani in aumento. Ieri pomeriggio in occasione della tre giorni di porte aperte in venti, quasi tutti giovanissimi, hanno fatto squadra per aggiungere alle stanze un tocco di colore. Mentre già dall’anno scorso intorno al salone hanno trovato posto dei murales “made in Treviso Comics”. Ognuno nel suo piccolo si impegna per rendere il posto più accogliente. Come hanno fatto i bambini dei gruppi di catechismo della parrocchia che ai senza dimora ospiti hanno regalato i loro disegni. O come un gruppo di una ventina di giovani che ogni sera danno una mano. Conclude don Giovanni Kirschner, parroco di Santa Maria del Sile: «Ognuno dei volontari aiuta come può, ma la loro presenza è preziosa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

3 mesi a 1€, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Covid, identikit di Omicron: la variante sudafricana con 32 mutazioni

Panino con hummus di lenticchie rosse, uovo e insalata

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi