In cento al capezzale di una sinti ricoverata: polizia in ospedale a Treviso

Treviso. È intervenuta la polizia al Ca’ Foncello per allontanare i parenti della giovane

TREVISO. Una giovane sinti ricoverata: al suo capezzale arrivano un centinaio di parenti. In questi giorni il via vai all'ospedale Ca' Foncello è continuo. Ieri pomeriggio sono intervenute le forze dell'ordine per disperdere i tanti famigliari. L'operazione della polizia ha portato a un accordo con i numerosi congiunti: potranno fare visita alla giovane degente a piccoli gruppi, una decina di persone alla volta, così da evitare chiasso e affollamenti nel reparto di cardiochirurgia e anche negli spazi comuni, quali l'atrio e il bar che sono a disposizione di tutti gli utenti e del personale sanitario.

La paziente, una ventenne che vive stabilmente in provincia di Treviso è stata ricoverata nei giorni scorsi per un problema cardiaco, viene costantemente seguita dai medici ma non si troverebbe in pericolo di vita. Con il passare delle ore, a farle visita sono arrivati nonni, zii e cugini da tutta Italia. Nell'atrio del nosocomio i familiari, suddivisi in assembramenti distinti di uomini, donne e bambini, hanno pianto e pregato per la giovane parente. L'usanza appartiene alla comunità sinti.


Un episodio simile era già accaduto nel 2015, quando la piccola Megan, di 12 anni, originaria di Motta di Livenza, era stata vegliata per cinque giorni dalla comunità della provincia di Treviso. Una sessantina di membri della famiglia si erano dati appuntamento all'ingresso del Ca' Foncello per stare accanto alla ragazzina che si trovava in gravissime condizioni e dopo alcuni giorni è spirata. Amici, parenti e conoscenti provenienti da Milano, Genova, Bergamo, hanno fornito tutto il loro appoggio ai famigliari

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