Capo ufficio di Carbonera accusato di violenza sessuale

Giovane di Carbonera a processo per tre episodi contestati a Conselve. La donna si è licenziata per evitare nuovi contatti

CARBONERA. Lui era il suo capo. Lei un’impiegata. Intorno tanti altri colleghi, tutti più o meno trentenni. Un team apparentemente affiatato dove la goliardata, lo scherzo e qualche provocazione cameratesca era di rito. Poi è cambiato tutto nell’arco di meno di un mese: il “gioco” si è fatto duro quando lei – secondo quello che risulta dall’esito dell’indagine – sarebbe stata vittima di tre aggressioni, una delle quali violenta, al punto da costringere la ragazza quasi a subire un rapporto orale.

È quanto raccontano le accuse di violenza sessuale continuata e aggravata dall’abuso di relazioni di ufficio che hanno spedito a processo Marco Ricci, 33enne trevigiano residente a Carbonera, capo ufficio commerciale di una nota società specializzata nella vendita di gas ed energia elettrica con sede principale a Sarmeola di Rubano e vari negozi, tra cui uno a Conselve.

È nella sede centrale che sarebbero avvenuti due dei tre episodi contestati, di cui Ricci (difeso dal penalista Stefano Pietrobon) dovrà rispondere davanti al tribunale di Padova: la prima udienza è fissata per il 5 marzo. In aula anche la vittima (presunta finché non c’è una sentenza di primo grado) costituita parte civile con la penalista padovana Marina Infantolino. La parola dell’una contro la parola dell’altro: nelle violenze sessuali le responsabilità spesso sono difficili da individuare.


Fino all’inizio dell’estate 2016 i rapporti tra i due sembrano normali: c’è simpatia, come tra la maggior parte dei giovani che lavorano nella squadra. Il 24 giugno cambia tutto, almeno stando alla denuncia presentata ai carabinieri e poi finita sul tavolo del pm Giorgio Falcone. Lei è intenta a lavorare quando all’improvviso Ricci le avrebbe infilato la mano sotto la camicetta, toccandole il seno. Immediata la reazione. Poco dopo il capo sarebbe andato di nuovo all’attacco approfittando del fatto di essere solo con lei in ascensore.

A sorpresa, il 33enne le avrebbe slacciato la camicetta compiendo un gesto più pesante; poi, mentre lei si era chinata per raccogliere i documenti che aveva fatto cadere, lui l’avrebbe stretta da dietro mimando un atto sessuale e si sarebbe slacciato i pantaloni prendendole a forza il viso e schiacciando la sua bocca contro di lui. Da quel momento la giovane avrebbe cercato di non restare mai sola con Ricci.

Ma il 29 luglio un altro episodio nella filiale di Conselve: il capo le avrebbe infilato una mano sotto i vestiti, cercando di strofinarsi addosso. È scattata la denuncia e l’inchiesta è andata avanti fino a concludersi con la richiesta di rinvio a giudizio da parte del pm Falcone accolta dal gup Margherita Brunello. L’imputato non ha scelto riti alternativi, preferendo affrontare il processo: ha sempre negato ogni accusa. La ragazza, nel frattempo, si è licenziata non avendo ottenuto alcun trasferimento lontano dal capo.

 

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