Costretti a togliere il cippo in memoria del carabiniere di Pederobba

Pederobba, opera in memoria del carabiniere ucciso, la Provincia ordina la rimozione: troppo vicino alla strada. Sarà sposato

PEDEROBBA. «Quel cippo va spostato o lo togliamo noi»: perentorio è stato l’ordine della Provincia di Treviso. E così il sindaco di Pederobba, Marco Turato, ha telefonato a chi lo aveva messo spiegando che era necessario rimuoverlo, operazione che sarà fatta nei prossimi giorni. Sarà spostato altrove.

È il cippo che gli amici della Valbrenta avevano dedicato a Mariano Stefani, il maresciallo dei carabinieri che comandava la stazione di Pederobba e che era rimasto ucciso in seguito a un investimento lungo la Provinciale 26 mentre faceva jogging. Originario di Oliero di Valstagna, Mariano Stefani era una persona benvoluta da tutti e i suoi amici della Valbrenta avevano voluto ricordarlo con un semplice cippo: era stato incavato un tronco e collocata nella nicchia una foto del maresciallo, e l’opera era stata messa sul ciglio del fossato nel tratto in cui era avvenuto il tragico investimento.


Era l’aprile del 2016. Ora, a distanza di quasi due anni dalla morte di Mariano Stefani e dalla collocazione dl cippo è arrivato l’ordine della Provincia di toglierlo da quel punto. Un intervento provocato dalla segnalazione fatta alla Provincia da un automobilista. «È stata una segnalazione, il cui autore mi è sconosciuto, che mi ha profondamente deluso – dice il sindaco di Pederobba, Marco Turato – quella persona anziché fermarsi a mettere un fiore presso il cippo si è presa la briga di segnalarne alla Provincia l’esistenza. Che delusione».

Ancora più arrabbiati gli amici del maresciallo che avevano realizzato e messo quel ricordo. «La burocrazia italiana non permette più nulla. Un nostro compaesano, un carabiniere, un sottufficiale comandante della stazione di Pederobba, nell’aprile 2016 viene investito e trova la morte su un tratto di strada SP 26, tra Possagno e Pederobba. A seguito di questa disgrazia, viene mestamente messo a lato del tratto di strada, fuori dalla carreggiata, un piccolo cippo a memoria. Dopo due anni, la spaventosa e indefinibile burocrazia, dopo un tam tam tra sindaco, stazione dei carabinieri, provincia competente si arriva all’ultimatum: “O togliete il cippo o lo togliamo d’ufficio».

Non sparirà però il cippo, verrà infatti spostato più lontano dalla strada. «Dalla Provincia mi hanno chiamato in seguito a quella segnalazione e mi è stato detto che quel cippo non poteva stare lì ma doveva essere spostato almeno a un metro e mezzo dal centro del fossato, quindi a 3-4 metri dalla strada, altrimenti provvedevano a toglierlo d’ufficio – spiega ancora il sindaco Turato – Mi sono messo in contatto con gli amici del maresciallo che avevano messo quel cippo e ho spiegato come stava la questione. Hanno detto che si organizzeranno e verranno loro a spostare quel cippo alla distanza voluta dalla Provincia. È in area privata ma il proprietario si è detto d’accordo».


 

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