Zero Branco, il produttore di radicchio accusa: «Ho denunciato gli evasori, cacciato dalla festa»

Festa del Radicchio di Zero Branco, standista attacca la Pro Loco: «Non mi ha voluto perché nel 2017 ho chiamato la Finanza»

ZERO BRANCO. «La Pro Loco mi ha discriminato, privilegiando gli evasori». L’accusa è secca, forte. Arriva da Gino Pagniello, 53enne titolare della Food Italia Global Catering, azienda nel campo della gastronomia e della promozione dei prodotti a marchio Dop con sede ad Istrana. Il dito - attraverso una serie di documenti inviati in questi giorni alle autorità, prefettura e ministero compresi - è puntato contro la Pro Loco di Zero Branco, organizzatrice della recente kermesse del radicchio di Treviso Igp andata in scena dal 12 al 21 gennaio scorso negli stand di via Taliercio.

Ma la presa di posizione di Pagniello avrebbe un antefatto, risalente alla scorsa edizione: «Nell’edizione del 2017 il mio gruppo ha presenziato all’evento e, durante una serata, mio figlio ha chiamato la Finanza, esasperato dai commenti di alcuni clienti», spiega Pagniello, «Dopo aver comprato formaggio alla bancarella di un espositore veronese, infatti, venivano nella nostra per farsi pesare i pezzi acquistati alla bilancia. Ad un certo punto un cliente si è accorto di essere stato truffato e ha gridato “siete tutti dei ladri”. Quella frase diede proprio fastidio». Nella struttura arrivarono quindi le Fiamme Gialle per dei controlli. Un fatto che, secondo Pagniello, non è andato giù alla Pro Loco, facendo scaturire l’esclusione della sua attività dall’edizione di quest’anno.

«Lo spazio c’era e, oltre a non averci fatto partecipare, hanno lasciato lo spazio all’espositore che l’anno scorso era stato multato dalla Finanza. Questa è una beffa, ci sentiamo lesi. Evidentemente la Pro Loco vuole nascondere qualcosa: hanno fatto lavorare un evasore, punendo chi denuncia le irregolarità», prosegue Pagniello, «Si tratta di un atto discriminatorio. Senza tralasciare il fatto che quella della Pro Loco è una concorrenza sleale in tutto e per tutto, dovrebbe valorizzare i prodotti del territorio invece vende pure la pizza: è un ristorante, cosa ne è degli altri operatori della zona? Andremo dal giudice di pace».

In casa Pro Loco, la presa di posizione di Pagniello non sembra far paura: «Le sue accuse non hanno fondamento, non c’è stata alcuna discriminazione», commenta il presidente della Pro Loco Renzo Benozzi, «Ha presentato domanda come l’hanno presentata altri espositori e perdipiù con un’altra società rispetto a quella dell'anno scorso, non sapevamo nemmeno fosse lui. Lo spazio era limitato e ridotto rispetto allo scorso anno così sono stati scelti 5 espositori sulle oltre 30 domande arrivate». E ancora: «A chi non era stato scelto abbiamo dato la disponibilità di vendere all’esterno della struttura, alcuni sono venuti. Perché lui no? Andava forse privilegiato lui? La Pro Loco agisce sempre in buona fede. Lo stalking mediatico non aiuta nessuno».

Questione legalità: «La Finanza ci ha detto di aver fatto delle verifiche, non abbiamo nessun documento che dimostri abbia multato questo o quell’espositore. Siamo favorevoli a questo tipo di accertamenti, i furbetti ci sono sempre ma non possiamo fare i vigilantes. Gli ambulanti all’inizio delle nostre manifestazioni firmano un’autodichiarazione in cui dichiarano di agire in regola. La Pro Loco non fa promozione? I numeri parlano da soli». Ma le porte restano aperte: «Invitiamo Pagniello alla festa dell’asparago senza problemi, le iscrizioni sono già partite».
 

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