Conegliano, stroncato da infarto mentre gioca la schedina in tabaccheria

Conegliano. Mario Santarossa, 61 anni, manutentore dell’Usl, stava giocando la schedina al Cavallino. Inutili i tentativi di rianimarlo

CONEGLIANO. Un infarto fulminante ha stroncato Mario Santarossa, 61 anni, operaio manutentore dell’Usl. Ieri mattina verso le 11 è stato ucciso da un malore mentre stava giocando una schedina nella tabaccheria del Cavallino, in via Garibaldi. Le titolari del negozio l’hanno aiutato e subito allertato il 118. L’uomo ha perso i sensi e si è spento senza emettere alcun lamento.

Dal vicino pronto soccorso si è precipitata un’ambulanza, ma il personale del Suem non ha potuto fare altro che constare il decesso. «L’avevo sentito un’ora prima – racconta commosso il fratello Paolo - avevamo programmato cosa fare domenica. Non ha mai sofferto di problemi di cuore». Mario Santarossa aveva rischiato di morire quando era un bambino in un incidente che si era verificato nei pressi della casa in via Manin dove abitava fin da piccolo e dove viveva tuttora, che è sempre stato il luogo di ritrovo con fratelli ed amici. All’epoca, era l’inizio degli Anni ‘60, furono eseguiti dei lavori e la ditta che eseguì l’opera scordò di mettere il fermo su un cancello, che separava il cortile della casa della famiglia Santarossa da un condominio. La pesante struttura, alta due metri e mezzo, cedette. Mario, che aveva poco più di quattro anni, rimaste schiacciato, con il cranio lesionato.

Lottò tra la vita e la morte, e dopo settimane dall’incidente gli fu trovato un sasso all’interno del cranio. Con la sua forza e la voglia di vivere riuscì a riprendersi ed aiutato dai genitori e dalla famiglia tornò alla vita. «Fu un miracolo», ricordano ora i suoi cari. Quel drammatico episodio gli ha segnato l’esistenza e lo rese disabile, ma non ha cambiato il suo essere buono e gentile. Fu assunto come operaio tuttofare negli Anni ‘80 dall’ospedale De Gironcoli, quando la casa di cura era gestita dalla suore di Maria Ausiliatrice. Passò poi alle dipendenze dell’Usl come operaio manutentore, quando la struttura divenne dell’azienda sanitaria. Ha sempre continuato a lavorare con passione.

L’Usl 2 esprime il proprio cordoglio per la scomparsa del proprio dipendente ed esprime la vicinanza ai parenti colpiti dall’improvviso lutto. Mario Santarossa lascia i fratelli Giuseppe e Paolo, le cognate Clara e Paola, i nipoti Manuela, Giulia, Riccardo e Luca. In tanti gli volevano bene nel quartiere in cui viveva. Era un uomo cordiale, in città era conosciuto per la sua passione per il calcio e soprattutto per essere un tifoso del Milan. Girava sempre in compagnia della sua cagnolina. Ieri mattina è uscito di casa per andare a giocare una schedina in tabaccheria, come faceva spesso. All’improvviso il suo cuore ha cessato di battere, le esercenti l’hanno sorretto prima che stramazzasse al suolo e sconvolte per l’accaduto hanno sperato che il cuore di Mario potesse riprendersi. Per i rilievi di rito è intervenuta una pattuglia dei carabinieri. Il funerale sarà celebrato mercoledì alle ore 15 nella chiesa di San Rocco. Le offerte saranno devolute alla Fondazione Oltre il labirinto per la cura dell’autismo.
 

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