A Treviso oltre 130 in fila per cinque posti da vigile urbano

Treviso. Da tutta Italia al concorso per selezionare 5 agenti di polizia locale. Candidati dal Veneto, ma anche da Puglia e Sardegna

TREVISO. C’è chi è partito due giorni fa in aereo, da solo. Chi è montato in macchina con il padre e si è sgobbato oltre 800 chilometri di autostrada. Chi è arrivato in bus, e chi in treno approfittando del test per godersi un weekend da turista in Veneto e a Treviso. Ieri alle 9 però erano tutti lì, davanti alle porte del palazzetto dello sport di Ponzano per la prima prova della selezione dei 5 futuri nuovi agenti di polizia locale di Treviso. C’erano tanti ragazzi dal Veneto, ma anche moltissimi candidati dal resto d’Italia. Tutti con la speranza di una divisa ma soprattutto di un posto nel pubblico, perchè che abbia le manette e la pistola alla cintura poco cambia, sempre di pubblico si tratta.

Alla prima chiamata avevano risposto in 519, ieri se ne sono presentati solo 130. Una incredibile selezione naturale che qualcuno ha commentato brutalmente «si vede che il lavoro adesso c’è», e altri hanno attribuito alla difficoltà dell’esame che comunque richiedeva conoscenze di normative di pubblica sicurezza. Di fatto però la drastica riduzione dei candidati ha moltiplicato le possibilità di assunzione per chi si è messo in gioco visto che ai 5 posti per i vincitori si potrebbero aggiungere, nel giro di poco, nuove assunzioni da parte del Comune di Treviso per rimpiazzare pensionamenti, e assunzioni nei vigili dei comuni contermini visto che la graduatoria redatta alla fine dei test resterà in vigore tre anni e varrà anche per le amministrazioni dell’hinterland.


E come in ogni concorso pubblico, le cose più belle da ascoltare, in attesa del testa a crocette, sono state le storie dei candidati. «Io sarà il decimo concorso da vigile che faccio nel giro di due anni» racconta Alberto che di mestiere fa... proprio il vigile. Perchè continua a provare? «Perchè mi piace avere possibilità di cambiare luogo e comando, mi apro delle porte. Sempre meglio averne che no, giusto?». Di certo curioso, come la storia di Elisa, partita dalla provincia di Reggio Emilia lasciando per qualche giorno i libri di studio dell’università. «Mi sto laureando in scienze politiche» racconta, «intanto provo... sai mai che trovi lavoro». Gli studi? «No, li finirei comunque».

Francesco una laurea ce l’ha già, «in scienze delle comunicazione» racconta, «ma non è che mi sia servita a tanto fino ad oggi. Provo, l’idea di “arruolarmi” nella polizia locale mi piace» . Lui viene dal Friuli, e poco prima di entrare chiacchiera con un altro ragazzo, si chiama Massimo ed è arrivato dritto dritto da Ariccia, piccolo comune sulle colline laziali alle porte di Roma: «mio padre fa il vigile urbano, sarà che è una cosa di famiglia...» scherza. Fabio invece lavora già nella pubblica amministrazione, a Mogliano, ha deciso di candidarsi perchè vorrebbe provare a passare dall’ufficio alla strada, e magari anche alla moto visto che ai candidati è richiesta la patente B.«I cinque vigili andranno immediatamente in sevizio in strada» dice il Comandante Maurizio Tondato, «nei quartieri e in centro storico».


 

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