Tar, la sentenza arriva dopo 17 anni

Mogliano, il tribunale azzera lustri di trattative per l’ampliamento della Robazza: «Dal Comune promesse inutili»

MOGLIANO. Storie di ordinaria burocrazia: trent’anni in attesa di una variante urbanistica per ampliare la sede produttiva, ripetuti contatti e rassicurazioni con i vertici del comune, infine la doccia fredda del Tar, che dopo 17 anni, in primo grado, riporta tutto all’anno zero. Il caso è quello dell’azienda del settore abbigliamento “Giorgio Robazza e figli” con sede a Mogliano, lungo via Zermanesa, al confine con il DoubleTree Hilton Hotel. «Il nostro mercato si sta ampliando a livello nazionale» racconta uno dei titolari «potremmo anche assumere nuove persone: ma dove le metto? Eravamo interessati ad un ampliamento della nostra sede aziendale, ma ormai aspettiamo da troppo tempo, stiamo valutando di andarcene da qui». A parlare è Luca Robazza uno dei quattro titolari della società che opera in ambito commerciale, come distributore per importanti marchi internazionali (tra cui Patrizia Pepe, Diego M, Hanita e molti altri). Sono sul mercato da 50 anni e hanno sede a Mogliano dal 1989: la loro odissea burocratica inizia addirittura nel 1993.

«La nostra proprietà è all’interno della medesima lottizzazione dell’attuale Double Hilton hotel (Zto D3/3)» spiega Robazza «nel 1999, l’amministrazione comunale (approvando la variante 17 al Prg ndr) ha dato una esclusiva destinazione d’uso di tipo alberghiero a quella proprietà (della famiglia Danieli, ndr) e una diversa destinazione d’uso ai nostri terreni adiacenti. Questo» dichiara Robazza «è avvenuto in spregio al principio secondo cui nella stessa lottizzazione non possono trovarsi destinazioni diverse. In realtà» ricostruisce «all’inizio (nel 1990, ndr) anche ai nostri terreni era stata riconosciuta la destinazione ricettiva. Ma poi questa indicazione era stata stralciata dalla giunta regionale del Veneto (era il 1993 ndr)».

La società Alemagnauno, titolare dei terreni dove ora sorge il grande albergo (ex Move Hotel, oggi Double Tree) ricorre contro il provvedimento della regione e vince (sentenza 743/96 del 2 maggio 1996, ndr). Il comune ne prende atto ma nel 1999 riconosce la destinazione alberghiera solo ai ricorrenti e non alla società degli agenti di commercio, che confidava in una “estensione d’ufficio” di tale diritto. «Da allora» spiega Robazza «Abbiamo provato diverse vie, alla fine, nel 2000, abbiamo fatto ricorso al Tar». La vera beffa, però, deve ancora arrivare: «In numerosi incontri con i sindaci e assessori che in questi anni si sono avvicendati ci è stato sempre detto “avete ragione, col nuovo Pat sistemeremo questa cosa”, le giunte sono cambiate ma il Pat ancora non c’è. Quell’indicazione urbanistica consentirebbe di ampliare e sviluppare la nostra sede, ora stiamo valutando tutte le opzioni». Compreso un trasferimento in altra sede. Chiedendo il doveroso chiarimento sulla vicenda al sindaco di Mogliano, Carola Arena, si ottiene questa risposta: «Non ho commenti da fare».


Matteo Marcon

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