Autisti telecontrollati dal computer, sindacati sulle barricate

Polemica sul sistema di analisi della guida che Mom vuole installare sui bus Cgil: accordo sull’uso. Cisl: impediremo le pagelle. Sgb ricorre al prefetto

Mom, l’azienda di trasporto della provincia di Treviso, intende ulteriormente informatizzare il sistema di trasporto pubblico. Il progetto che è alla base di un bando di gara da 407 mila euro che scadrà a fine mese ed è finalizzato a trovare l’azienda in grado di fornire i supporti informatici per passare dalle parole ai fatti. Il piano, intitolato – da capitolato di gara – “Soluzione per l’analisi e il monitoraggio degli stili di guida”, è stato confermato ieri dall’azienda ma il clima tra i dipendenti si è fatto subito bollente, complice il dibattito sul brevetto per i braccialetti elettronici depositato da Amazon per guidare un domani (e potenzialmente anche controllare) i lavoratori dei suoi magazzini .



Mom come Amazon. I due sistemi infatti sono del tutto simili, così come il braccialetto potrà indicare al magazziniere Amazon che sta per prendere il pacco sbagliato, così il sensore di Mom segnalerà all’autista che il suo stile di guida non va bene, indicherà all’azienda se un certo bus è usato bene o male, e sarà in grado di riportare seduta stante dati e classifiche dei singoli autisti e dei singoli mezzi. Tecnologia al servizio dell’impresa, certo. Ma questo può diventare invasivo? La tracciatura, secondo per secondo, dell’operato di un singolo autista è uno stimolo al miglioramento o una spada di Damocle. Su questa domanda ieri azienda e sindacati hanno preso due posizioni nettamente distinte. Mom, per bocca dei suoi responsabili, ha spiegato che «il sistema è pensato per migliorare il servizio, tutti gli autisti saranno adeguatamente formati e i migliori premiati se l’azienda realizzerà i risparmi sperati». Perché l’obiettivo, attraverso il controllo degli stili di guida, è risparmiare carburante e usura dei mezzi.



Sindacati in fibrillazione. La reazione della varie sigle sindacali è stata diversa nei toni, non nei contenuti. Perché tutti intendono impedire che quei 450 sensori installati tra bus e corriere diventino un «fucile puntato alle spalle dei lavoratori». La Filt Cgil, per bocca del segretario provinciale Samantha Gallo, mette le mani avanti con prudenza specificando che «il sistema ancora non c’è» e «che un conto sono le cose scritte sul capitolo di gara... un conto l’uso che si farà del sistema». Una posizione mite che però poi fortifica sottolineando che «se l’azienda deciderà di attivarlo lo potrà fare solo con un accordo sindacale». Altrimenti? «Altrimenti saranno guai. Mom non è Amazon», sottolinea, «qui i lavoratori sono blindati ed è bene sia chiaro». Direttamente sulle barricate invece il segretario provinciale della Fit Cisl Ilario PotIto che non ha mezzi termini: «Se vogliono usare i report a fini statistici generali bene, ma guai a parlare (come fa il progetto, ndr) di classifiche degli autisti migliori o controlli nominativi, non lo permetteremo». E poi contrattacca: «Invece di attivare “giudici digitali” per controllare e far guidare meglio gli autisti, Mom pensi a rivedere i tempi di percorrenza sulle tratte» dice, «allora sì che potrà risparmiare su carburante e guadagnare stili di guida. Oggi il personale è costretto a fare le corse per rispettare gli orari imposti da Mom, non provino pure a puntarci una lente d’ingrandimento addosso violando, di fatto, accordi sulla privacy già sottoscritti». Ancor più combattivo il sindacato generale di base che ieri ha deciso di portare il caso direttamente in prefettura. «Ilprogetto di Mom è inaccettabile e assurdo» dicono Danilo Scattolin e Giampietro Antonini, responsabili trevigiano e veneto Sgb, «se la prefettura, a cui abbiamo notificatola procedura di raffreddamento non fermerà questa iniziativa siamo pronti allo sciopero. Il “grande fratello” è già pronto e va fermato».

Il bando, il Cda, gli accordi.Per passare dai progetti ai fatti, e quindi avviare il telecontrollo, vanno superati tre passaggi. Il primo, fondamentale, è la positiva conclusione del bando di gare per trovare la ditta capace di fornire simile tecnologia. E la data è fissata sul prossimo 23 febbraio. Ancor prima però cruciale sarà l’assemblea dei soci convocata il 21 febbraio e chiamata ad esprimersi sul progetto. Se lo promuoverà si andrà avanti, se lo boccerà il bando verrà sospeso sulla linea del traguardo. Ma se tutto andrà come Mom spera poi si passerà alla fase operativa, con il confronto con i lavoratori, i corsi di formazione e l’attivazione del cervellone e dei 450 sensori.

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