Cinquemila a Pieve, il carro del Cerletti difende il Prosecco

Il Carnevale dribbla il maltempo e fa il pienone di pubblico a Pieve di Soligo. Tra le maschere tanta fantasia e gli studenti-agricoltori 

PIEVE DI SOLIGO. Lo scorso week-end è stato all’insegna dei carri mascherati nella provincia di Treviso. Rinviato per maltempo quello di sabato pomeriggio a San Vendemiano, “graziati” invece quelli di sabato sera e di ieri pomeriggio. Qualche goccia di pioggia, ma nulla di irreparabile.

La carovana dell’associazione Carnevali di Marca ieri pomeriggio ha fatto tappa anche a Pieve di Soligo. Almeno cinquemila le persone assiepate lungo le vie del centro, grazie alla passione dei gruppi in maschera, al lavoro volontario di Pro Loco e Protezione Civile. Roberto Biz ha presentato una simpatica sfilata che ha visto protagonisti il gruppo Parigo X (Parè di Conegliano, gruppo a piedi con bici e carretto), il Cer (Centro estate ragazzi) della parrocchia di Soligo (I figli dei Flintstones), la scuola enologica Cerletti (Finché c'è Cerletti c'è Prosecco), la parrocchia di Nervesa (Sulle ali della magia), Coriandolando per Pieve(impresa Edilfiac), gruppo festeggiamenti Sernaglia (Al momento... guardati anche alle spalle) e il gruppo alpini scuola materna Sernaglia (C'era una volta).

La satira non ha avuto spazio, è stato il mondo della fantasia ad ispirare quasi tutti i partecipanti. L’eccezione alla regola è stato il carro della scuola enologica Cerletti che ha giocato tra l’autoironia e la rivendicazione del suo ruolo sociale. I ragazzi vestiti da agricoltori e una semplice scenografia ispirata al mondo delle vigne sono stati la rappresentazione di “Finché c’è Cerletti c’è prosecco”: un titolo che gioca con l’assonanza al film “Finché c’è Prosecco c’è speranza” uscito nelle sale nei mesi scorsi ed ambientato proprio nelle colline della Marca.

A colpire per la sua estetica è stato invece il carro della parrocchia di Nervesa “Sulle ali della magia” con il suo gigantesco grifone. Il carnevale di Pieve non prevedeva classifiche. Una buona scelta perché sarebbe stato difficile, se non impossibile fare una gerarchia tra la bellezza di carri con giganti leoni semoventi o gruppi appiedati. Alla fine conta divertirsi, no?

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