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Influenza a Treviso: febbre e poi il ricovero, ucciso dal virus a 57 anni

Gaetano Borsato, di Trevignano, stroncato dalle complicazioni della malattia durante il ricovero in ospedale

di Enzo Favero
2 minuti di lettura
(ansa)

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TREVISO. Tutto era iniziato con una forte febbre dovuta a un virus influenzale, sembrava che tutto si risolvesse nel giro di pochi giorni, poi invece sono sorte delle complicazioni legate ad altre patologie e Gaetano Borsato, 57 anni, residente a Trevignano, non ce l'ha fatta.

In ospedale a Montebelluna era stato ricoverato il 18 gennaio per quella forte febbre che lo aveva colpito. In precedenza era già stato a maggio, in ospedale a Montebelluna, per problemi al cuore, una miocardia dilatativa, «ma poi ne era uscito bene - ricorda il fratello Loris, ex assessore a Trevignano - era stato allora ricoverato per un affaticamento al cuore, ma non gli avevano messo né pacemaker né altro, ed era tornato a casa a posto. Poi a gennaio aveva questa febbre, sembrava che nel giro di 3-4 giorni potesse tornare a casa invece sono sopraggiunte complicazioni e non ce l’ha fatta. Aveva questa forte influenza e poi è degenerato tutto».



Se sia stata l’influenza a scatenare le complicazioni che hanno portato al decesso Gaetano Borsato o siano state altre le cause lo stabilirà l’autopsia, mentre Trevignano si prepara sabato mattina a dare l’ultimo saluto a un uomo che tutti conoscevano e che era legato alla terra, tanto che aveva lasciato la pizzeria “Grand Prix” di Trevignano che gestiva da tempo con il fratello Loris e la sorella Rosanna e si era dedicato all’azienda agricola. Avevano avviato la pizzeria nel 1976, quando il fratello era tornato a casa dal servizio militare. Loris a fare le pizze, Gaetano dietro il bancone, Rosanna a gestire i tavoli. I fratelli Borsato l’avevano tenuta fino al 2013, poi si erano dedicati all’azienda agricola.

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A differenza del fratello, che era stato assessore a Trevignano con Bonesso sindaco, Gaetano non si era mai interessato di politica, ma di tradizioni sì, sempre. Era infatti una figura storica del Palio “Batar panoce”, aveva il ruolo di “menamanego” nella squadra del Borgo, la contrada dove abitava, che aveva vinto tante edizioni del Palio di Trevignano. Una volta rinnovata la squadra, lui non si era fatto da parte: era entrato a far parte della squadra di Trevignano nel palio delle frazioni.

«Mio fratello era per tutti il gigante buono» lo ricorda il fratello Loris, «tutti gli volevano bene, lui era sempre disponibile, sempre pronto a dare una mano. La sua scomparsa ci ha lasciati distrutti, ci manca». In casa Borsato ora attendono di sapere cosa lo abbia portato alla morte a soli 57 anni. Gaetano Borsato ha lasciato il fratello Loris e la sorella Rosanna, i cognati Albino e Gabriella, i nipoti Deborah, Omar, Andrea, Damiano e Angela. I funerali si svolgeranno domani 3 febbraio, alle ore 10, nella chiesa parrocchiale di Trevignano, dove la salma arriverà dall’ospedale di Montebelluna. Il rosario in suo suffragio sarà invece recitato oggi alle 19.30 sempre nella chiesa di Trevignano.

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